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Posts Tagged ‘alimentazione’

Tuesday, May 22, 2012 @ 02:05 PM

Sono andata a un incontro al Cibus, nell’ambito di PIaneta Nutrizione, su linee guida, protocolli e modalità di somministrazione della VLCD ( Very Low Calorie Diet) nella terapia dell’obesità.

“Per dimagrire occorre diminuire l’introito calorico e/o aumentare il dispendio energetico”. Questo è il principio base delle diete VLCD.

Le diete VLCD sono diete a bassassissimo contenuto calorico, somministrate da dietisti e medici, a seconda delle necessità del paziente, solitamente obeso o in sovrappeso.
Da osservare che per diete di questo tipo dove l’apporto di calorie è davvero basso, sono da evitare pericolosi fai da te onde evitare danni e rischi pericolosi per la propria salute.

Nell’incontro di Pianeta Nutrizione è intervenuto il Dr. Giuseppe Castaldo della Unità Operativa di Dietologia e Nutrizione Clinica dell’AORN “SG Moscati” di Avellino che ha illustrato il Metodo Amin Biodiet®, un metodo di trattamento dietetico delle adisposità generalizzate e anche localizzate, perché anche se il metodo VLCD nasce per soggetti obesi, il dr. Castaldo ritiene che sia utile anche per chi abbia adiposità localizzate, ovviamente adattato sulle necessità del soggetto e rispettando i protocolli di sicurezza.

In questo post vi illustrerò in sintesi il metodo, i protocolli di sicurezza e le controindicazioni.  Per quanto mi riguarda visto che ho un leggero eccesso di peso preferisco intervenire in maniera più naturale seguendo i principi della Gastronomia Metabolica o di una cucina naturalmente sana, evitando grassi e zuccheri in eccesso, che non stravolgono per un breve periodo di tempo le mie abitudini alimentari e che nel lungo periodo mi hanno portato a risultati duraturi.  La valutazione è vostra e soprattutto del vostro medico nutrizionista o dietista e in relazione alla vostra problematica.

Il metodo Amin Biodiet® è composto di 3 fasi:

1. LA DIETA OLOPROTEICA
2. LA DIETA DISSOCIATA INTEGRATA
3. LA DIETA MONOPIATTO DI TIPO MEDITERRANEO

La novità rispetto alle altre diete VLCD è l’introduzione di un protocollo rigido di sicurezza che protegge la massa magra minimizzandone  la perdita e l’assunzione di  integratori amminoacidi proteici studiati appositamente . “La pecularità di questa “terapia aminoacida” è quella di ridurre la stimolazione insulinemica ed attivare la produzione del grouth hormon GH ( ormone della crescita)”

Leggi tutto l’articolo sulla Dieta VLCD e Oloproteica.

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Comments Off on Cosa sono le VLCD? Sono diete proteiche e ipocaloriche
Tuesday, May 15, 2012 @ 05:05 PM

La drukoressia è a tutti gli effetti un disordine alimentare che va ad affiancarsi a anoressia e bulimia.
L’allarme drunkoressia fu lanciato nel 2011 dall’associazione consumatori Codici ma il fenomeno sta diventando sempre più diffuso anche in Italia

Con il termine drunkoressia si identifica quel disturbo del comportamento alimentare per cui si mangia sempre meno fino a digiunare per poter bere più alcol e non assumere troppe calorie.

A rischio sono i giovani e soprattutto le ragazze anche le più insospettabili, brave a scuola, appassionate di palestra e di cibi ipocalorici.

In caso di drunkoressia, o di altri disordini del comportamento alimentare, è necessario rivolgersi al più presto a un centro specializzato in disturbi del comportamento alimentare o al proprio medico. I rischi per la salute possono essere gravi.

La drunkoressia va parte dei disturbi alimentari aspecifici (EDNOS-Eating disorder not otherwise specified) tra i quali segnaliamo esistono anche la pregoressia ( non voler aumentare di peso durante la gravidanza) e l’otoressia ( ossessione del cibo sano) e l’anoressia atletica ( fare moltissimo sport a ritmo non umano per non ingrassare).

Comments Off on Nuovi disordini alimentari:drunkoressia in aumento tra i giovani
Friday, May 11, 2012 @ 01:05 PM

Bambini e obesità: il punto a Pianeta Nutrizione (Cibus 2012)

di Giovanna Fiorentini

Sovralimentazione è la parola da tenere d’occhio nel 2012 quando si parla di bambini e di alimentazione.

Durante le giornate di Pianeta Nutrizione al Cibus di Parma, più di un esperto ha indagato su quali le cause e le soluzioni per i nostri bimbi in fatto di cibo.
Lungo e difficoltoso “curare” l’obesità e le malattie ad essa connesse,  quindi la parola d’ordine è PREVENIRE sin dalla nascita dei nostri piccoli.

Cibo genuino e vario, allattamento al seno, qualità dei cibi e delle proteine assunte, uso attento della tv, incentivare il modo attivo di spostarsi (togliere ai 3 anni il passeggino), fare giochi di movimento preferibilmente all’aria aperta e osservazione della crescita in rapporto peso/altezza.

Una sorta di piano integrato che coinvolge tutti  dai genitori ai pediatri di famiglia fino alle scuole d’infanzia e primarie.

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Wednesday, April 11, 2012 @ 03:04 PM

Il latte crudo, se non pastorizzato va bollito.  Il Ministero della Salute ha inviato una comunicazione alla Federazione italiana medici di medicina generale e alle Federazioni mediche e Società scientifiche di pediatria e neonatologia per segnalare alcuni casi di sindrome emolitico-uremica (SEU) associati a infezione da E. coli produttore di verocitotossina (VTEC) in pazienti di età pediatrica, probabilmente acquisite attraverso il consumo di latte crudo (non pastorizzato) contaminato. Il Ministero ha chiesto di diffondere la nota ai medici di medicina generale e ai pediatri perché sensibilizzino genitori e pazienti sulla problematica, informandoli sulla necessità di bollire il latte crudo prima di un eventuale consumo.

Come è noto, il Ministero della Salute ha stabilito con l’ordinanza ministeriale del 10 dicembre 2008 (il cui termine di validità è stato recentemente prorogato al 31 dicembre 2012) che il latte crudo deve essere venduto attraverso distributori automatici, appositamente registrati e controllati dalle Asl, che devono riportare correttamente l’indicazione che il latte crudo è da consumarsi previa bollitura, mentre  in caso di cessione diretta è il produttore che deve obbligatoriamente informare il consumatore su tale modalità di consumo.

La bollitura è indispensabile per eliminare l’eventuale presenza di agenti patogeni che possono essere presenti nel latte crudo anche se questo viene prodotto nel totale rispetto delle norme: i pur rigorosi controlli sul latte e sugli allevamenti, da soli, non possono garantirne la completa sicurezza, come invece può fare il processo di bollitura.

Consulta la nota del 27 marzo 2012

(tratto dal sito del Ministero della Salute)

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Friday, March 30, 2012 @ 04:03 PM

Perché è meglio scegliere uova biologiche ( codice 0) e da allevamento all’aperto ( codice 1)?

Prendiamo un esempio di codice:

0 IT 001 BO 000

A noi interessa il primo numero stampato sull’uovo e sulla confezione.
Vi invito ad acquistare solo le categorie 0 e 1 per questioni etiche e per questioni di salute.

Le galline allevate all’aperto, meglio ancora libere al pascolo, sono più ricche omega 3, acido folico, vitamine A,D, E, B12, betacarotene e hanno meno colesterolo.

Secondo uno studio del British Journal del 1974 hanno il 50% in più di acido folico e il 70% in più di B12.

Nel 2005 uno studio di Mother Earth su galline allevate al pascolo in Kansas
riporta che le uova di quelle galline avevano il 50% in più di vitamina E, metà colesterolo, e 3 volte in più di betacarotene.

Quindi potete trovare uova di diversa categoria:

“0” – produzione biologica
galline allevate a terra con accesso quotidiano all’aria aperta con uno spazio minimo di 2,5 mq per gallina e mangime biologico

“1” – allevate all’aperto
galline allevate a terra con accesso quotidiano all’aperto e uno spazio minimo di 2,5 mq per gallina e massimo 12 galline per 1 mq al coperto

“2” – allevate a terra
Galline allevate al chiuso, in capannoni, senza accesso all’esterno, senza gabbia ma con uno spazio inferiore a un foglio A4, luce artificiale e spesso taglio del becco per evitare cannibalismo.

“3” – allevate in gabbia
Galline allevate come nella cat. 2  e in più in gabbie con 4/5 galline per gabbia.

Avete ancora dei dubbi? Il prezzo non vale la salute e il rispetto di altri esseri viventi.

Comments Off on Come scegliere le uova
Wednesday, November 16, 2011 @ 05:11 PM

Il consumo quotidiano di frutta secca, in sostituzione di una parte dei carboidrati assunti con l’alimentazione, può aiutare a controllare il diabete di tipo 2 e prevenire così le sue possibili complicanze.

Secondo una nuova ricerca, pubblicata nel Diabetes Care (American Diabetes Association), un consumo quotidiano di circa 60 gr di frutta secca, in sostituzione dei carboidrati, può essere efficace nel controllo della glicemia e dei lipidi sierici per le persone con diabete di tipo 2.

I ricercatori hanno notato che l’assunzione di grassi “buoni”, soprattutto di acidi grassi monoinsaturi (MUFA), come quelli presenti nella frutta secca ( o anche nell’olio extravergine di oliva), preserva il colesterolo HDL (il colesterolo buono), limita la concentrazione del LDL (colesterolo cattivo) e migliora il controllo della glicemia.

Il Dr. David Jenkins, dell’University of Toronto e il suo team di ricerca, hanno pertanto valutato l’effetto del consumo di frutta secca mista sui lipidi sierici e sul controllo degli zuccheri nel sangue nel diabete tipo 2.

A tale scopo, i 117 pazienti con diabete di tipo 2 valutati nello studio sono stati divisi in tre diversi gruppi. Ad ogni gruppo è stata data una diversa tipologia di pasto supplementare per un periodo di tre mesi: LEGGI TUTTO L’ARTICOLO DI MICHELA PADOVANI SU FRUTTA SECCA ANTI DIABETE Details

Comments Off on Frutta secca anti-diabete
Wednesday, November 16, 2011 @ 04:11 PM

di Michela Padovani

Dal punto di vista etimologico, il termine “probiotico” deriva dall’unione della preposizione latina pro (“a favore di”) e dell’aggettivo greco βιωτικός (biotico), derivante a sua volta dal sostantivo βίος (bios, “vita”).

Questo termine venne utilizzato per la prima volta all’inizio del secolo scorso dal premio Nobel Elie Metchnikoff che in seguito ad alcuni studi osservazionali aveva avanzato l’ipotesi che la longevità di alcuni pastori caucasici potesse dipendere strettamente dall’utilizzo di prodotti a base di batteri lattici vivi. Queste sue osservazioni diedero il via a tutta una serie di studi e ricerche scientifiche volte a studiare la composizione della normale flora batterica intestinale e all’utilizzo di questi integratori probiotici in grado di stimolare e garantire il naturale benessere del nostro organismo.

Secondo la definizione ufficiale di FAO e OMS, i probiotici sono “organismi vivi (presenti negli alimenti o aggiunti ad essi) che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio salutistico all’ospite”.

I batteri lattici (LAB, Lactic Acid Bacteria), per la maggior parte rappresentati dai lactobacilli, e i bifidobatteri sono le più comuni tipologie di microrganismi probiotici; ma anche alcuni lieviti e bacilli possono essere utili. I probiotici vengono comunemente consumati insieme agli alimenti fermentati che li contengono – alimenti come yogurt o yogurt di soia con aggiunta specifica di culture batteriche vive e attive – oppure come integratori alimentari.

Come agiscono i probiotici?
Il tratto finale del nostro intestino, il colon, è popolato da miliardi di batteri che nel loro insieme vanno a costituire la flora batterica intestinale. Questi microrganismi agiscono attraverso una trasformazione (processi fermentativi e putrefattivi) dei residui della digestione (fibre, carboidrati e proteine). I prodotti di queste fermentazioni (che dipendono sia a livello qualitativo che quantitativo dai ceppi batterici presenti) possono essere anche micronutrienti utili come vitamine o gas. Se la flora batterica non è in una situazione di equilibrio, a seguito di un pasto abbondante, si potrà verificare una eccessiva produzione di gas che potrà scatenare crampi e dolori addominali. In simili situazioni l’uso mirato di probiotici può contribuire al riequilibrio della normale flora batterica.

I probiotici sono in grado di:
– aderire strettamente alla mucosa intestinale antagonizzando l’invasione di microrganismi potenzialmente patogeni e, agendo in modo competitivo, sottraendo loro nutrimento;
– modificare in maniera sia quantitativa che qualitativa la microflora batterica nel nostro intestino contrastando in tal modo la disbiosi intestinale;
– stimolare il sistema immunitario sia a livello locale che a livello sistemico grazie alla produzione di sostanze ad azione antibiotica oltre che di sostanze ad azione antiinfiammatoria;
– combattere attivamente l’alterazione dell’integrità strutturale e funzionale della mucosa intestinale contribuendo al mantenimento della fisiologica permeabilità della stessa;
– svolgere un ruolo importante nel metabolismo delle proteine, degli zuccheri e dei grassi e consentono la sintesi di alcune vitamine assolutamente utili al nostro organismo.

La somministrazione dei probiotici suscita molto interesse a causa dei numerosi possibili impieghi terapeutici : Details

Comments Off on I Probiotici: “batteri amici dell’uomo”
Wednesday, November 16, 2011 @ 04:11 PM

I probiotici, i cosiddetti batteri ‘amici’ dell’uomo presenti nell’intestino, sembra abbiano la capacità di alterare la neurochimica cerebrale e risultare utili nel trattamento dei disturbi dell’ansia e della depressione.

Questo è quanto risulta da una recente ricerca scientifica pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica americana Proceedings National Academy of Sciences, condotta dai ricercatori dell’University College di Cork Irlandese.

Lo studio presenta i dati di una ricerca sperimentale su topi trattati con Lactobacillus rhamnosus (JB-1). Gli animali, nella cui alimentazione erano stati aggiunti anche questi probiotici, mostravano un numero significativamente inferiore di comportamenti legati ad ansia, stress e depressione, rispetto ai topi alimentati senza probiotici ma con il normale mangime. Il consumo regolare di probiotici inoltre riduceva in maniera significativa l’ormone dello stress, il corticosterone.

Il regolare apporto di probiotici del ceppo Lactobacillus nell’alimentazione degli animali trattati, ha determinato inoltre cambiamenti nell’espressione genica dei recettori di neurotrasmettitori importanti (per esempio del GABA) a dimostrazione quindi, per la prima volta, di un potenziale effetto diretto dei probiotici per il benessere del cervello.

Tali risultati potrebbero aprire la strada a nuove terapie a base di specifici probiotici per questi tipi di disturbi.

Per leggere l’abstract dell’articolo cliccare sul seguente link: http://www.pnas.org/content/early/2011/08/26/1102999108

di Michela Padovani biologa nutrizionista

Macrolibrarsi.it presenta Probios: Cibi a favore della vita

Comments Off on Probiotici contro la depressione
Thursday, September 15, 2011 @ 05:09 PM

Dottoressa Michela Padovani biologa nutrizionista

Le 10 raccomandazioni estrapolate relative all’articolo sulla prevenzione sono le seguenti:

1)   Mantenersi magri per tutta la vita: l’indice di massa corporea (BMI) dovrebbe mantenersi tra 21 e 23.

2)   Mantenersi fisicamente attivi tutti i giorni: la vita sedentaria rappresenta un fattore di rischio anche in assenza di obesità. Mezz’ora di cammino veloce al giorno è sufficiente ad ottenere un adeguato impegno fisico.

3)   Limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica ed evitare il consumo di bevande zuccherate.

4)   Consumare soprattutto alimenti di origine vegetale: 5 porzioni al giorno (500 gr c.a.). È consigliabile consumare prodotti di stagione.

5)   Limitare l’uso di carni rosse ed evitare le carni conservate: consigliabile non superare la quantità di 500 grammi alla settimana di carni rosse, mentre è meglio evitare carni conservate (salumi ed insaccati, per la presenza di nitriti e nitrati).

6)   Limitare il consumo di bevande alcooliche: il consumo è associato ad in aumentata insorgenza dei tumori del cavo orale, faringe, laringe, fegato. Il limite consigliato è di un bicchiere al giorno per le donne e due per gli uomini. Bambini e donne in gravidanza non ne devono consumare affatto.

7)   Limitare il consumo di sale e di cibi conservati sotto sale: il consumo è associato al cancro dello stomaco. La raccomandazione è di non superare i 5 grammi al giorno.

8)   Assicurarsi un apporto sufficiente di tutti i nutrienti essenziali attraverso il cibo: è sconsigliata (se non in casi particolari, gravidanza, allattamento, ecc…) l’assunzione di supplementazioni alimentari.

9)   Allattare i bambini al seno per almeno sei mesi: sembra dimostrata la protezione nei confronti dei tumori della mammella oltre ai molti benefici derivati dal latte materno.

10)   Le raccomandazioni per la prevenzione alimentare del cancro sono valide anche per chi si è già ammalato e quindi nei confronti di possibili recidive, seppur il dato è confortato solo da pochi studi.

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Thursday, September 15, 2011 @ 05:09 PM

a cura della Dottoressa Michela Padovani biologa nutrizionista

Il sovrappeso e l’obesità stanno assumendo sempre maggiore rilevanza nella società moderna, anche in Italia dove un terzo degli abitanti è sovrappeso e circa il 10% obeso. Ultimamente abbiamo assistito anche ad un costante aumento dell’obesità infantile, infatti secondo i rilevamenti del 2010 del programma nazionale «Okkio alla salute» il 34% dei bambini italiani della scuola primaria è sovrappeso: il 22,9% dei è sovrappeso e l’11.1% è obeso. Secondo le prospettive della Società Italiana dell’Obesità (SIO)  presentate al Congresso Europeo sull’Obesità di Ginevra (ECO 2008) dall’International Association for the Study of Obesity (IASO) nel 2025, mantenendo il trend attuale, l’obesità infantile potrebbe triplicare.

clicca qui per continuare a leggere l’articolo su il ruolo dell’alimentazione nella prevenzione Details

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