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Archive for the ‘Nutrizione’ Category

Wednesday, May 2, 2012 @ 02:05 PM

Eh sì, non potevo credere nemmeno io a quello che stavo sentendo, ma è tutto vero.

Fin dalla nascita siamo dotati di un patrimonio di germi intestinali, 1 chilo grammo e mezzo circa in età adulta, che altro non è che il Gut Microbiota dove “gut” sta per intestino e “microbiota” per flora. Il Gut Microbiota si acquisisce nei primi anni di vita ed è immodificabile. La quantità dei germi/batteri che abbiamo nell’intestino è di molto superiore a quella che abbiamo sulla pelle o nelle vie respiratorie.  I batteri hanno funzioni molto importanti per il nostro intestino e la salute del nostro corpo in generale.

A farmi scoprire l’esistenza del Gut Microbiota è stato il prof. Giovanni Gasbarrini (Cattedra di Medicina Interna Università Cattolica, Roma) nel corso dell’intervento da lui tenuto durante il convegno per la Giornata Nazionale per la lotta alla Trombosi, tenutosi a Bologna.

Come sapete la flora batterica e la sua composizione è molto importante per la salute del nostro organismo e non possiamo permetterci che il Gut Microbiota si modifichi irrimediabilmente.

Il segreto secondo il professore è allearsi con i germi e quindi “nutrirli” in modo che gli stessi non ” si mangino l’intestino”, partendo con la prima colazione dove è importante mangiare molte fibre, e riducendo il sale che è fattore di incremento della flora batterica. Importante è  seguire una dieta mediterranea perché molti alimenti di questa dieta hanno lactobacillus, la cui funzione protettiva è orami nota.

Approfondiremo nei prossimi post il  tema del Gut Microbiotico e le sue importanti funzioni.

Comments Off on 1 chilo e mezzo di germi dentro il nostro intestino
Friday, February 10, 2012 @ 12:02 PM

contributo editoriale di Michela Padovani biologa nutrizionista. Per info e consulenze nutrizione (at) saluteincucina.it

Che il rosso attira l’attenzione e per questo è impiegato nei segnali di pericolo o per segnalare le emergenze è noto da tempo,
ma che questo colore che potesse intrinsecamente addirittura agire riducendo il senso della fame, è davvero una novità.

Questa ipotesi deriva da uno studio condotto da alcuni ricercatori delle Università di Basilea (Svizzera) e Mannheim (Germania),
Oliver Genschow e Leonie Reutner, utilizzando stoviglie di colori diversi per servire bibite zuccherate e snack.

Nel primo studio, che ha coinvolto 41 universitari, i ricercatori hanno osservato che
i ragazzi bevevano circa il 44% di bibite zuccherate in meno quando venivano servite in tazze con bollini rossi anziché blu
. E questo indipendentemente da quanto piacesse la bibita.
Nella seconda sperimentazione, effettuata su un centinaio tra uomini e donne, impegnati a rispondere a un questionario, e ai quali veniva data la possibilità di mangiare biscotti a volontà, si è visto che se questi erano collocati su piatti rossi, anziché blu o bianchi, il consumo quasi si dimezzava.

In questa indagine si sono presi in considerazione gli effetti cromatici ma tanti sono gli escamotage da poter applicare per limitarci negli eccessi alimentari ed alcuni di questi sono noti da tempo. Ad esempio, un piatto più piccolo può aiutarci a consumare meno cibo, perché la medesima quantità appare soggettivamente più grande. Oppure, la quantità di sforzo avvertito in un’attività come quella di sgusciare la frutta secca trasmette la sensazione di avere mangiato di più rispetto a quando l’attività motoria per procurarsi il cibo è minore.

In definitiva quindi, è da ritenersi che a livello inconscio percepiamo il colore rosso come un qualcosa a cui fare attenzione e questo può, a tutti gli effetti, divenire un fattore importante da considerare nel caso in cui si voglia ridurre il consumo di cibi e drink dannosi per la salute.

Per maggiori info:

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0195666311006957

Comments Off on Un trucco per mangiare di meno?? Piatti e stoviglie rosse!
Tuesday, January 17, 2012 @ 03:01 PM

Addio vecchia piramide, da oggi le indicazioni su porzioni e alimenti le trovate nel Piatto.

Anche l’occhio vuole a sua parte, soprattutto quando si tratta di alimentazione. Teoria confermata non solo dai buongustai ma anche da nutrizionisti e psicologi..
Ed è proprio dall’intuizione di uno psicologo Brian Wansink dell’America’s Cornell University , che  l’USDA (il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti)
ha rivoluzionato le politiche di educazione e di informazione nutrizionale sostituendo la vecchia Piramide Alimentare con Il Piatto Alimentare (My Plate).

La campagna, eccezionale e di grande impatto visivo, semplice e diretta nei contenuti, si chiama ChooseMyPlate,
un piatto in cui le porzioni ideali per una corretta alimentazione sono differenziate per colore in maniera molto schematica e immediata.

Così il nostro piatto ideale per soggetti in buona salute e adulti sarà composto il larga parte da verdure ( colore verde), da cereali ( colore arancio), da proteine (colore viola) e da frutta ( colore rosso).

Wansik ci tiene molto a sottolineare ancora una volta l’importanza del piatto. Lo psicologo americano autore di “Mindless Eating, mangiamo di più di quello che pensiamo”, lo scorso agosto a una convention dell’ American Psychological Association ha dichiarato che diminuendo l’ampiezza del piatto su cui si mangia si può dimagrire fino a un chilo al mese. Quindi, se volete dimagire, fate attenzione al piatto ed evitate le scodelle “senza fondo”.

Comments Off on Vuoi dimagrire? Attento a quel piatto!
Wednesday, November 16, 2011 @ 04:11 PM

di Michela Padovani

Dal punto di vista etimologico, il termine “probiotico” deriva dall’unione della preposizione latina pro (“a favore di”) e dell’aggettivo greco βιωτικός (biotico), derivante a sua volta dal sostantivo βίος (bios, “vita”).

Questo termine venne utilizzato per la prima volta all’inizio del secolo scorso dal premio Nobel Elie Metchnikoff che in seguito ad alcuni studi osservazionali aveva avanzato l’ipotesi che la longevità di alcuni pastori caucasici potesse dipendere strettamente dall’utilizzo di prodotti a base di batteri lattici vivi. Queste sue osservazioni diedero il via a tutta una serie di studi e ricerche scientifiche volte a studiare la composizione della normale flora batterica intestinale e all’utilizzo di questi integratori probiotici in grado di stimolare e garantire il naturale benessere del nostro organismo.

Secondo la definizione ufficiale di FAO e OMS, i probiotici sono “organismi vivi (presenti negli alimenti o aggiunti ad essi) che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio salutistico all’ospite”.

I batteri lattici (LAB, Lactic Acid Bacteria), per la maggior parte rappresentati dai lactobacilli, e i bifidobatteri sono le più comuni tipologie di microrganismi probiotici; ma anche alcuni lieviti e bacilli possono essere utili. I probiotici vengono comunemente consumati insieme agli alimenti fermentati che li contengono – alimenti come yogurt o yogurt di soia con aggiunta specifica di culture batteriche vive e attive – oppure come integratori alimentari.

Come agiscono i probiotici?
Il tratto finale del nostro intestino, il colon, è popolato da miliardi di batteri che nel loro insieme vanno a costituire la flora batterica intestinale. Questi microrganismi agiscono attraverso una trasformazione (processi fermentativi e putrefattivi) dei residui della digestione (fibre, carboidrati e proteine). I prodotti di queste fermentazioni (che dipendono sia a livello qualitativo che quantitativo dai ceppi batterici presenti) possono essere anche micronutrienti utili come vitamine o gas. Se la flora batterica non è in una situazione di equilibrio, a seguito di un pasto abbondante, si potrà verificare una eccessiva produzione di gas che potrà scatenare crampi e dolori addominali. In simili situazioni l’uso mirato di probiotici può contribuire al riequilibrio della normale flora batterica.

I probiotici sono in grado di:
– aderire strettamente alla mucosa intestinale antagonizzando l’invasione di microrganismi potenzialmente patogeni e, agendo in modo competitivo, sottraendo loro nutrimento;
– modificare in maniera sia quantitativa che qualitativa la microflora batterica nel nostro intestino contrastando in tal modo la disbiosi intestinale;
– stimolare il sistema immunitario sia a livello locale che a livello sistemico grazie alla produzione di sostanze ad azione antibiotica oltre che di sostanze ad azione antiinfiammatoria;
– combattere attivamente l’alterazione dell’integrità strutturale e funzionale della mucosa intestinale contribuendo al mantenimento della fisiologica permeabilità della stessa;
– svolgere un ruolo importante nel metabolismo delle proteine, degli zuccheri e dei grassi e consentono la sintesi di alcune vitamine assolutamente utili al nostro organismo.

La somministrazione dei probiotici suscita molto interesse a causa dei numerosi possibili impieghi terapeutici : Details

Comments Off on I Probiotici: “batteri amici dell’uomo”
Wednesday, November 16, 2011 @ 04:11 PM

I probiotici, i cosiddetti batteri ‘amici’ dell’uomo presenti nell’intestino, sembra abbiano la capacità di alterare la neurochimica cerebrale e risultare utili nel trattamento dei disturbi dell’ansia e della depressione.

Questo è quanto risulta da una recente ricerca scientifica pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica americana Proceedings National Academy of Sciences, condotta dai ricercatori dell’University College di Cork Irlandese.

Lo studio presenta i dati di una ricerca sperimentale su topi trattati con Lactobacillus rhamnosus (JB-1). Gli animali, nella cui alimentazione erano stati aggiunti anche questi probiotici, mostravano un numero significativamente inferiore di comportamenti legati ad ansia, stress e depressione, rispetto ai topi alimentati senza probiotici ma con il normale mangime. Il consumo regolare di probiotici inoltre riduceva in maniera significativa l’ormone dello stress, il corticosterone.

Il regolare apporto di probiotici del ceppo Lactobacillus nell’alimentazione degli animali trattati, ha determinato inoltre cambiamenti nell’espressione genica dei recettori di neurotrasmettitori importanti (per esempio del GABA) a dimostrazione quindi, per la prima volta, di un potenziale effetto diretto dei probiotici per il benessere del cervello.

Tali risultati potrebbero aprire la strada a nuove terapie a base di specifici probiotici per questi tipi di disturbi.

Per leggere l’abstract dell’articolo cliccare sul seguente link: http://www.pnas.org/content/early/2011/08/26/1102999108

di Michela Padovani biologa nutrizionista

Macrolibrarsi.it presenta Probios: Cibi a favore della vita

Comments Off on Probiotici contro la depressione
Tuesday, November 8, 2011 @ 03:11 PM

Natale: linea a rischio. Il freddo dell’inverno e le tradizionali leccornie mettono a rischio le buone abitudini alimentari in un periodo in cui aumenta, senza dubbio, la richiesta calorica ed è anche facile cedere alle piccole trasgressioni. Tra panettoni pandori, torroni, cioccolatini, ecc.. si calcola che siano a nostra disposizione dalle 600 alle 1000 calorie in più al giorno che si sommano a quelle della dieta quotidiana.

Consideriamo che, oltre al pranzo di Natale in questo periodo dell’anno si susseguono ritrovi con amici e parenti, colleghi e, per quanto si stia attenti, è facile accettare qualche cioccolatino o stuzzichino in più.

Ecco alcune regole per limitare i danni:

1) Fare la spesa con intelligenza. Preparare una lista ben precisa di quello che ci serve per due, tre giorni di autonomia e non improvvisare al supermercato lasciandosi tentare inconsapevolmente dalle corsie natalizie ricolme di leccornie ed offerte. Cerca di non acquistare prodotti pronti, ma piuttosto orientati verso cibi freschi ricordando di fare il pieno di erbe aromatiche e spezie che sono buone e profumate.

Leggi tutto l’articolo di Michela Padovani, biologa nutrizionista su Natale: Linea  Rischio Details

Comments Off on Natale: linea a rischio…
Wednesday, November 2, 2011 @ 03:11 PM

a cura di Michela Padovani biologa nutrizionista consulente scientifica di Salute in Cucina.com

Secondo una recente ricerca condotta dall’Harvard School of Public Health, il consumo di prodotti a base di cacao, porterebbe ad un miglioramento della pressione arteriosa e all’aumento dei livelli di colesterolo buono (HDL) (J. Nutr. 2011, N. 111, 145482).

I polifenoli, naturalmente presenti nel cacao, sono potenti antiossidanti facenti parte del gruppo dei flavonoidi. Fra i prodotti a base di cacao, la polvere, contiene il livello più elevato di flavonoidi, seguita dal cioccolato fondente e da quello al latte.

I risultati, pubblicati sul Journal of Nutrition dal Dr. Mark Shrime e collaboratori, si sono basati sulla revisione dei dati (meta-analisi) di 24 studi scientifici sull’argomento che hanno coinvolto oltre 1100 partecipanti. Lo studio ha evidenziato un aumento significativo dei livelli del colesterolo HDL dopo il consumo di cacao. I maggiori effetti sono stati riscontrati dopo il consumo giornaliero di 500 mg di flavonoidi. Il consumo di cacao è stato inoltre associato anche ad una diminuzione media di 1,6 mmHg della pressione sistolica.

I ricercatori americani hanno quindi concluso che il consumo di cacao, ricco di flavonoidi, migliorerebbe in modo significativo la pressione arteriosa, l’insulino-resistenza e il profilo lipidico.

Leggi tutto Mangiare cacao fa bene al cuore Details

Comments Off on Mangiare cacao fa bene al cuore
Monday, September 26, 2011 @ 05:09 PM
Cioccolata anti-rabbia

Esiste una ricetta per non arrabbiarsi?

Ovviamente no, non esiste una ricetta specifica per non arrabbiarsi ma esistono alimenti che contengono triptofano, una molecola senza la quale il cervello non può sintetizzare serotonina, sostanza indispensabile per la trasmissione degli impulsi nervosi nel nostro cervello conosciuta come l’ormone della felicità.
Questa molecola e i suoi effetti sono stati scoperti nell’ambito di una ricerca condotta dal dottor Luca Passamonti del CNR di Catanzaro presso l’Università di Cambridge.
Formaggi, cioccolata, tonno, merluzzo contengono alte quantità di triptofano ma ciò che è importante è sempre una dieta variegata e se affetti da patologie una dieta che segue le indicazioni del vostro medico.
Dottore, in questi giorni i giornali si sono riempiti di titoli sul cibo anti-rabbia e gli articoli citano tutti la ricerca da lei condotta presso L’Università di Cambridge da cui sono emerse indicazioni precise circa la relazione tra cibo e emozioni. Ci vuole spiegare meglio da dove è partita la ricerca, quali i suoi obiettivi e quanto è durata e su quale campione si fonda?

Continua a leggere l’intervista sul rapporto tra cibo, nutrienti e rabbia

Comments Off on Ricette anti-rabbia?
Thursday, September 15, 2011 @ 05:09 PM

Dottoressa Michela Padovani biologa nutrizionista

Le 10 raccomandazioni estrapolate relative all’articolo sulla prevenzione sono le seguenti:

1)   Mantenersi magri per tutta la vita: l’indice di massa corporea (BMI) dovrebbe mantenersi tra 21 e 23.

2)   Mantenersi fisicamente attivi tutti i giorni: la vita sedentaria rappresenta un fattore di rischio anche in assenza di obesità. Mezz’ora di cammino veloce al giorno è sufficiente ad ottenere un adeguato impegno fisico.

3)   Limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica ed evitare il consumo di bevande zuccherate.

4)   Consumare soprattutto alimenti di origine vegetale: 5 porzioni al giorno (500 gr c.a.). È consigliabile consumare prodotti di stagione.

5)   Limitare l’uso di carni rosse ed evitare le carni conservate: consigliabile non superare la quantità di 500 grammi alla settimana di carni rosse, mentre è meglio evitare carni conservate (salumi ed insaccati, per la presenza di nitriti e nitrati).

6)   Limitare il consumo di bevande alcooliche: il consumo è associato ad in aumentata insorgenza dei tumori del cavo orale, faringe, laringe, fegato. Il limite consigliato è di un bicchiere al giorno per le donne e due per gli uomini. Bambini e donne in gravidanza non ne devono consumare affatto.

7)   Limitare il consumo di sale e di cibi conservati sotto sale: il consumo è associato al cancro dello stomaco. La raccomandazione è di non superare i 5 grammi al giorno.

8)   Assicurarsi un apporto sufficiente di tutti i nutrienti essenziali attraverso il cibo: è sconsigliata (se non in casi particolari, gravidanza, allattamento, ecc…) l’assunzione di supplementazioni alimentari.

9)   Allattare i bambini al seno per almeno sei mesi: sembra dimostrata la protezione nei confronti dei tumori della mammella oltre ai molti benefici derivati dal latte materno.

10)   Le raccomandazioni per la prevenzione alimentare del cancro sono valide anche per chi si è già ammalato e quindi nei confronti di possibili recidive, seppur il dato è confortato solo da pochi studi.

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Thursday, September 15, 2011 @ 05:09 PM

a cura della Dottoressa Michela Padovani biologa nutrizionista

Il sovrappeso e l’obesità stanno assumendo sempre maggiore rilevanza nella società moderna, anche in Italia dove un terzo degli abitanti è sovrappeso e circa il 10% obeso. Ultimamente abbiamo assistito anche ad un costante aumento dell’obesità infantile, infatti secondo i rilevamenti del 2010 del programma nazionale «Okkio alla salute» il 34% dei bambini italiani della scuola primaria è sovrappeso: il 22,9% dei è sovrappeso e l’11.1% è obeso. Secondo le prospettive della Società Italiana dell’Obesità (SIO)  presentate al Congresso Europeo sull’Obesità di Ginevra (ECO 2008) dall’International Association for the Study of Obesity (IASO) nel 2025, mantenendo il trend attuale, l’obesità infantile potrebbe triplicare.

clicca qui per continuare a leggere l’articolo su il ruolo dell’alimentazione nella prevenzione Details

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