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Archive for the ‘L’angolo del benessere’ Category

Thursday, December 12, 2013 @ 06:12 PM

Christmas tree made from measure tapeQualche trucco per tenere d’occhio la linea anche a Natale!

Stai già pensando al prossimo pranzo di Natale? Non vedi l’ora che arrivi il momento del dolce? Certo a Natale è difficile pensare alla linea ma non è impossibile limitare i danni:) cercando di non esagerare. A guadagnarne non è solo la linea ma anche la salute.

Vuoi davvero sapere se a Natale rischi di mettere su qualche chilo di troppo?

Per scoprirlo rispondi al questionario

Hai già mangiato antipasto, primo, secondo e magari il contorno. E’ il momento del dessert, cosa fai?

a) Non lo mangi perché sei già pieno, fai complimenti alla cuoca o al cuoco e rinunci.

b) Scegli una bella fetta di Pandoro con mascarpone.

c) Scegli una fetta di panettone.

d) Festeggi con 3 chicchi d’uva perché si dice porti fortuna a capodannno.

e) Passi al sorbetto, non ami i dolci.

f) Scegli un dessert di yogurt con frutti di bosco.

g) Assaggi tutto (ndr a casa di mia suocera l’offerta dessert è del seguente tipo!!!): un quadratino di Tenerina (torta al cioccolato), il panettone con il mascarpone e anche uno o due cioccolatini fatti in casa, brindando con champagne …tanto c’è l’amaro per digerire.

h) Ti limiti a brindare con un bicchiere di champagne, spumante o prosecco.

Vai alla risposte

Se hai risposto

a) Hai buon senso>>> corri pochi rischi se usi sempre lo stesso buon senso in tutti i pranzi e cenoni che fai e magari ti muovi anche facendo passeggiate o attività sportiva adatta alla tua preparazione fisica.

b) Ti piace rischiare>>>Hai conquistato 400 calorie di pandoro e minimo 200 di mascarpone (dipende da quanto mascarpone metti e da quanto è ricco il mascarpone che per 100 grammi può raggiungere le 800 calorie).

Potresti scegliere di rinunciare a qualche alcolico con i quali rischi di conquistare 500 calorie ( 1 bicchiere di vino bianco ha indicativamente 70 calorie, 1 di spumante ne ha 95 di calorie, lo champagne 80, l’amaro 314!!!!

Potresti fare una bella passeggiata dopo il pranzo o cenone, limitare le altre portate, mangiare meno nei giorni precedenti o successivi.

c) Un rischio calcolato>>>A Natale qualche piccolo peccato di gola è concesso : con 1 fetta di Panettone hai conquistato 302 calorie, sempre meglio del pandoro con mascarpone (1 fetta da 83 grammi, a titolo esemplificativo marca Coop Classico 302 calorie)

d)Non ami il rischio e forse nemmeno i dolci!!!

100 grammi di uva hanno 61 calorie

e)Chi si accontenta gode e digerisce meglio: un sorbetto al limone da 100 grammi ha 132 calorie.

f) Sei in linea con la Gastronomia Metabolica, almeno per il dessert🙂 Scopri anche la video ricetta.

g) Ti piace rischiare! Se assaggi tutto e anche qualcosa di più ed hai pure mangiato antipasto, primo e secondo, allora è meglio che dai un’occhiata allo speciale di Natale della Gastronomia Metabolica ricco di confronti tra ricette e prodotti calorici e meno calorici: una sana consapevolezza può aiutare. Pensa che 1 cioccolatino ferrero roche 82 calorie. Lo speciale di Natale GRATUITO è composto da un audio per accendere la tua motivazione e da un ebook con i contenuti e le ricette.

h)A qualcosa hai rinunciato, ma attento alla quantità di vino o alcolici che consumi:  rischi di conquistare almeno 500 calorie ( 1 bicchiere di vino bianco ha indicativamente 70 calorie, 1 di spumante ne ha 95 di calorie, lo champagne 80, l’amaro 314!!!!

Ricordati che bastano 100 calorie in più al giorno
per aumentare di 5 kg di peso in 1 anno

Quante calorie in più rischi dunque di introdurre tra Natale e l’epifania?

Non è solo questione di linea!!! Noi abbiamo giocato ma mantenere una alimentazione sana e un corretto stile di vita anche durante le feste potrà solo che essere vantaggioso. Non sono indicazioni mediche ma solo giochi di consapevolezza. Per una dieta equilibrata rivolgiti al tuo medico, dietologo, nutrizionista.

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Wednesday, October 12, 2011 @ 03:10 PM

di Miranda Barisone – psicologa

Dimmi come mangi e ti dirò chi sei. Non è soltanto una battuta, è una realtà. Tutti gli esseri viventi devono mangiare; ma se il mondo animale mangia per sopravvivere, l’essere umano ha fatto del cibo non solo una selezione di gusto, ma un rituale simbolico sia antropologico sia individuale. In ambito religioso il cibo ha fatto da mediatore con gli dèi mediante l’offerta sacrificale di animali sugli altari, in quello culturale e sociale ha compattato il gruppo tribale mediante feste religiose che culminavano con il pasto in comune. Le cerimonie significative (iniziazioni, matrimoni, ricorrenze speciali) concludevano la loro celebrazione con il banchetto sacro. Da sempre il cibo è stato associato alla convivialità e alla comunanza. Mediante una cena si cementano alleanze, amicizie, patti di lavoro, processi di pacificazione. Condividere un pasto esclude sentimenti di odio e di distruttività e costituisce un atto di fratellanza. Il cibo è naturalmente associato all’unione, alla benevolenza e alla lealtà, facendosi segno di pienezza e di gioia di vivere.

Nel procedere dei millenni il cibo non ha perduto la sua portata semantica, costituendo un filo di collegamento ininterrotto con i nostri lontani antenati. Focalizzando l’attenzione sull’oggi e sul rapporto individuale con il cibo, si nota facilmente che, se la gamma delle preferenze è già di per sé eloquente per delineare un profilo di personalità, ancora di più lo sono gli stili alimentari, ossia le diverse modalità con cui mangiamo. Come frazioniamo la nostra alimentazione nell’arco della giornata, con chi consumiamo il cibo, quanto tempo dedichiamo alla tavola, dove mangiamo, quali rituali adottiamo, come interagiamo fra cibo, tensioni psicologiche e relazioni affettive (presenza dell’altro), sono tutti sensori finissimi per comprendere chi siamo.

Rispondere al questionario sotto riportato; ti aiuterà non solo a gestire meglio il tuo rapporto con il cibo, ma a comprendere più approfonditamente i tratti distintivi della tua personalità. Details

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Wednesday, October 12, 2011 @ 02:10 PM

Parliamo di alimentazione, cercando di far luce su un argomento largamente dibattuto a livello mediatico, editoriale e pubblicitario. Per inquadrare il tema e vederlo nelle sue complesse sfaccettature, ci serviremo di consulenti di varia scuola e professionalità.

Di volta in volta, ne l’Angolo del Benessere, riceveremo informazioni da un naturopata, ossia da una scuola di pensiero alternativa alla medicina accademica, da una nutrizionista-biologa, esponente della medicina accreditata dalla nostra tradizione culturale e da una psicologa-psicanalista che parlerà del risvolto psicologico che l’essere umano ha con il cibo e il nutrimento.

Apre i lavori la naturopatia, una disciplina molto chiacchierata e poco conosciuta, sui cui fondamenti teorici e pratici vi farà un’adeguata presentazione Stefano Castellina (cell. 3386697404), che da molti anni esercita questa professione. Le sue informazioni ci aiuteranno a sfatare tante illazioni e confusioni inerenti  a questa disciplina. Continua a leggere l’articolo su la Naturopatia Details

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Wednesday, October 12, 2011 @ 02:10 PM

N. 1: VOGLIA  DI  TENEREZZA

Dopo aver stuzzicato la tua curiosità, passando in rassegna i diversi stili del mangiare, ora ti invito a rispondere alla prima puntata del questionario sui tuoi indici di gradimento alimentare. Per restare in sintonia con il tuo rapporto con il seno materno, inizio il sondaggio sulle preparazioni “da cucchiaio”, che hanno attinenza sia con il latte sia con le prime pappe. Sono cibi prevalentemente dolci, di consistenza liquida o fluida, che non impegnano la masticazione e il cui consumo esclude la macellazione (sacrificio) animale. Gl’ingredienti usuali sono il latte e i suoi derivati, lo zucchero e l’aggiunta di cereali, di qualche verdura ed eventualmente dell’uovo.

Ricòrdati che il tuo profilo emergerà con chiarezza, solo dopo che avrai completato il questionario (12 risposte)>>> Details

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Wednesday, October 12, 2011 @ 02:10 PM

di Miranda Barisone – psicologa

“Il cibo, da necessità vitale, si è trasformato in un contenitore di simboli”

Nel numero introduttivo ci siamo focalizzati sul ruolo culturale che l’assunzione del cibo ha avuto e ha nelle varie società umane. Il cibo, da necessità vitale, si è trasformato in un contenitore di simboli, arricchendo le sue funzioni in senso cultuale, collettivo e individuale, per diventare veicolo di acculturazione e civilizzazione delle diverse comunità. In particolare si è parlato della funzione del cibo in concomitanza con i momenti di aggregazione sociale e interpersonale.

Concentriamoci su una tavolata di persone che mangiano per festeggiare qualcosa (un matrimonio, una laurea, una prima comunione, un compleanno, la ricorrenza del Natale); che lo facciano in un ristorante, nello spazio aperto di un cortile di casa, nell’intimità di una stanza, davanti a un caminetto acceso, a seconda delle stagioni e delle circostanze, c’è sempre un’unità di tono e di atmosfera che accomuna lo stare insieme: il clima di festosità, di allegria, di sicurezza, di speranza. Il rituale del mangiare in comune si fa non solo patto sottinteso di alleanza, ma anche tacita esperienza di una presenza simbolica che si traduce in cibo: quella invisibile, perché profondamente interiorizzata, della madre.

Continua a leggere “L’atto  simbolico  del  mangiare£ e fai il Questionario QUESTIONARIO  DIMMI  COSA  MANGI  E  TI  DIRÒ  CHI  SEI Details

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Wednesday, October 12, 2011 @ 01:10 PM

“Una scelta alimentare, apparentemente dovuta ai capricci del gusto, può essere invece una spia interessante della nostra realtà profonda” di Miranda Barisone-psicologa

In questa puntata dell’Angolo del Benessere abbiamo pensato di approfondire il significato di alcuni cibi menzionati nell’articolo della volta scorsa.

Analizzeremo ancora prodotti da deglutire senza masticare, legati al rapporto primordiale con il seno materno e al piacere della suzione.
Potrete così elaborare meglio il significato delle vostre risposte, anche prima di aver completato la “filiera” del questionario ( vedi di seguito)

  • Latte. Nelle abitudini alimentari degli Italiani il latte ha un ruolo di basso profilo. Pochi adulti usano consumarlo per la prima colazione; appare scontato che i grandi non possano gustarlo. Nemmeno le campagne di educazione alimentare più recenti sono riuscite a smuovere questa radicata consuetudine. In fantasia lo leghiamo a qualcosa di specifico dell’infanzia: al seno materno, al biberon o alla “zuppetta” dei bambini appena un po’ più grandi che lo bevevano mischiato al caffè d’orzo e a pezzetti di pane. Attualmente anche questa usanza è cambiata. A livello personale verificare se si beve o non si beve latte è una prova psicologica essenziale, perché focalizza il rapporto di continuità o di rottura con le abitudini della propria infanzia. Il sì o il no al latte ci mette in rapporto con l’allattamento materno e con il latte consumato abbondantemente nei primi anni di vita. Sorseggiarlo equivale ad accettare la gratuità di un dono prezioso: la sua liquidità densa, perché ricca di sostanze, permette sia di ingerirlo senza nessuna operazione ausiliaria, sia di sentirne la sensazione di sazietà appena è scivolato giù per la gola. Il suo colore bianco, appena venato da una sfumatura calda d’avorio, evoca sensazioni di fiducia illimitata in un mondo tutto buono, dove l’altro è sempre amico. Gli sono associate sensazioni di tepore e di protezione, di candore e d’innocenza. Infatti, esso sgorga naturalmente dalla mammella femminile, senza che il suo consumo richieda il sacrificio di nessun essere vivente. La diade madre/cucciolo, sia essa animale o umana, si fonda sul bene reciproco, escludendo qualsiasi violenza.

Continua a leggere La psicologia degli alimenti-1° parte e fai il test/questionario Details

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