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Archive for the ‘La tua dieta’ Category

Saturday, February 18, 2012 @ 12:02 PM

Image: digitalart / FreeDigitalPhotos.net

Il sito NHS inglese riporta una notizia in cui si dice che  le donne  muoiono 3 volte di più a seguito di malattie cardiache che di cancro al seno.

La prevenzione diventa dunque un fattore molto importante soprattutto dopo i 40 e dopo la menopausa.

Come si può ridurre questo fattore di rischio che non è quindi solamente maschile come spesso si crede?

1. SMETTI di FUMARE ( ma fallo per davvero, io l’ho fatto non è difficile)

2. TIENITI MONITORATA effettuando periodici controlli e consulti dal tuo medico di fiducia o cardiologo per vedere se c’è un maggiore rischio di contrarre malattie cardiache; controlla colesterolo e pressione e sotto controllo medico prendi le dovute precauzioni sia alimentari/nutrizionali che medicinali se prescritti.

3.FAI MOVIMENTO : cammina circa un ora al giorno o fai ginnastica aerobica o un corso di Yoga o Qi Gong. Anche il nuoto va bene se non ci sono controindicazioni mediche

4.PERDI PESO SE NE HAI BISOGNO quindi in caso di sovrappeso o obesità ( vedi il sito www.lagastronomiametabolica.com)

5. CONTROLLA LA TUA FORMA FISICA se non ci hai pensato la forma a pera è meglio rispetto alla forma a mela, a cui è legato un maggior rischio di sviluppo di patologie cardiache

6.NON BERE ALCOLICI DI TROPPO perchè se è vero che un bicchiere di vino in alcuni casi può far bene al cuore  ( ela questione è comunque controversa), superare i limiti fa malissimo

7. EVITA DI PRENDERE ORMONI  ( terapia ormonale sostitutiva) in menopausa  se puoi perché recentemente si è scoperto che non è vero che le terapie ormonali per la menopausa proteggono il cuore…anzi icuramente non lo aiutano.(leggi di più in inglese >>>)

8.FAI UNA DIETA BILANCIATA CON POCO SALE E POCHI GRASSI

9. CONTROLLA IL TUO STRESS e impara a rilassarti. Si è visto che lo stress può incidere sul cuore. Quindi se da solo o da sola non ci riesci puoi sempre iscriverti a un bel corso di meditazione o di yoga così hai i vantaggi per il corpo e per la mente. Ma soprattutto rallenta.

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Friday, February 3, 2012 @ 06:02 PM

foto di Kriss Szkurlatowsk

Sei uno sportivo? Ti alleni ossessivamente e stai a stecchetto per non prendere chili e correre più leggero?

Mangi un piatto di basta bianca prima di allenarti? Niente di più scorretto.

Sicuramente sai già che l’allenamento fisico non basta per migliorare le tue prestazioni sportive e per mantenere la forma fisica, ma se stai pensando agli integratori ti sbagli ancora.
Seguire una dieta corretta è molto importante per chi fa sport e vuole non solo mantenere la propria forma fisica ma anche migliorare le proprie prestazioni.

In questo articolo scoprirai tutta la verità sulla dieta dello sportivo e perché è meglio privilegiare diete non restrittive ma piuttosto ricche di carboidrati complessi non raffinati e di frutta e verdura fresche.

Per scoprire qual è la dieta più adatta per lo sportivo abbiamo intervistato Luca Speciani, nutrizionista della nazionale italiana di Ultramaratona, ideatore insieme al fratello Attilio della rivoluzionaria Dieta Gift e protagonista dell’iniziativa Correre in Cucina,un ciclo di appuntamenti dedicati a sport e salute in cucina pensati per chi si allena alla Barclays Milano City Marathon, in programma il prossimo 15 aprile 2012, utili anche a tutti coloro che sono interessati alla relazione tra attività fisica e corretta alimentazione.

Le prestazioni di un altleta che segue una dieta ipocalorica decadono. Noi lavoriamo e cerchiamo di fare cultura in senso contrario. Così nasce la nostra collaborazione con i ristoranti del Gruppo Ethos e l’iniziativa Correre in Cucina” per affiancare all’allentamento fisico una corretta alimentazione.
Secondo Speciani le diete ipocaloriche, orientate al consumo di pochi grassi e calorie, non vanno bene in particolar modo per gli sportivi perché non inducono dimagrimento ma piuttosto deperimento, deperimento dei grassi e dei muscoli, e “il muscolo perso non si recupera più”.
Anche per le persone normali una dieta ipocalorica rischia di non essere funzionale al mantenimento di una buona forma fisica, per non parlare di chi è in eccesso di peso.
Spesso succede che meno mangi più hai fame e più ingrassi.
Le ragioni di questo fenomeno sono da ricercarsi nell’ipotalamo e nei meccanismi che si sono instaurati nell”uomo nel corso della storia.

Secondo i principi della Dieta Gift più che sul controllo stretto delle calorie bisogna ragionare sull’attivazione del metabolismo attraverso il movimento e una alimentazione equilibrata e di qualità, una alimentazione ben distribuita nell’arco della giornata a seconda del fabbisogno energetico ( più energetica la mattina e meno la sera) e ricca di prodotti freschi e integrali.

Secondo Speciani è l’ipotalamo a regolare l’ingrassamento e il dimagrimento.
L’ipotalamo ha un ruolo molto importante nel regolare l’assunzione di cibo in relazione al fabbisogno e al dispendio energetico. Nello svolgere questa funzione regola anche la quantità e l’accumulo di grasso corporeo .

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Tuesday, January 17, 2012 @ 03:01 PM

Addio vecchia piramide, da oggi le indicazioni su porzioni e alimenti le trovate nel Piatto.

Anche l’occhio vuole a sua parte, soprattutto quando si tratta di alimentazione. Teoria confermata non solo dai buongustai ma anche da nutrizionisti e psicologi..
Ed è proprio dall’intuizione di uno psicologo Brian Wansink dell’America’s Cornell University , che  l’USDA (il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti)
ha rivoluzionato le politiche di educazione e di informazione nutrizionale sostituendo la vecchia Piramide Alimentare con Il Piatto Alimentare (My Plate).

La campagna, eccezionale e di grande impatto visivo, semplice e diretta nei contenuti, si chiama ChooseMyPlate,
un piatto in cui le porzioni ideali per una corretta alimentazione sono differenziate per colore in maniera molto schematica e immediata.

Così il nostro piatto ideale per soggetti in buona salute e adulti sarà composto il larga parte da verdure ( colore verde), da cereali ( colore arancio), da proteine (colore viola) e da frutta ( colore rosso).

Wansik ci tiene molto a sottolineare ancora una volta l’importanza del piatto. Lo psicologo americano autore di “Mindless Eating, mangiamo di più di quello che pensiamo”, lo scorso agosto a una convention dell’ American Psychological Association ha dichiarato che diminuendo l’ampiezza del piatto su cui si mangia si può dimagrire fino a un chilo al mese. Quindi, se volete dimagire, fate attenzione al piatto ed evitate le scodelle “senza fondo”.

Comments Off on Vuoi dimagrire? Attento a quel piatto!
Wednesday, November 16, 2011 @ 05:11 PM

La Giornata Mondiale del Diabete è la principale campagna di sensibilizzazione mondiale della comunità del diabete. Si svolge ogni anno il 14 novembre, in occasione dell’anniversario della nascita di Frederick Banting al quale viene attribuita la scoperta dell’insulina con l’aiuto di Charles Best.

La prima Giornata Mondiale del Diabete fu promossa nel 1992 in base ad un’iniziativa della Federazione Internazionale del Diabete (IDF) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in risposta alla crescente incidenza del diabete nel mondo. Il 20 dicembre 2006 l’assemblea generale delle Nazione Unite ha adottato la risoluzione 61/225 che sancisce la Giornata Mondiale del Diabete come giornata ufficiale dell’ONU e riconosce il diabete come “una malattia cronica, invalidante e costosa che comporta gravi complicanze”.

Ogni anno la giornata mondiale del diabete pone l’accento su un tema specifico: lo slogan scelto quest’anno (2011) per la campagna è: Agiamo contro il diabete. Ora.

Ma cos’è il diabete?
Il diabete mellito è un’alterazione generale del metabolismo caratterizzata da un aumento abnorme dei livelli di glucosio in sangue (iperglicemia). Questa malattia ha un decorso cronico e richiede trattamento durante tutta la vita e si possono verificare complicanze gravi (a livello oculare, renale, nervoso e circolatorio) nel caso che non venga controllato.
La prevalenza del diabete mellito in Europa oscilla tra il 2 ed il 5% della popolazione. In Italia ne è affetto il 3-4% della popolazione generale. Le proiezioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per il 2025 prevedono il raddoppio dei casi di diabete in Europa dovuto all’aumento della sedentarietà, le scorrette abitudini alimentari e l’aumento di altri fattori di rischio. Secondo la International Diabetes Federation (IDF), il diabete mellito è la quarta causa di morte nei paesi ricchi.

I fattori di rischio per sviluppare il diabete mellito sono:
– il sovrappeso o l’obesità (IMC (BMI) >25 kg/m2),
– la familiarità: essere parente in primo grado di un paziente diabetico,
– appartenere ad alcun gruppo etnico con rischio elevato di diabete,
– donne incinta con diagnosi di diabete gestazionale e madri di neonati macrosomici (>4 kg peso alla nascita),
– ipertensione arteriosa,
– dislipidemia, ipercolesterolemia,
– precedente diagnosi di stato prediabetico (per esempio intolleranza glucidica).

La dieta nel diabetico dovrà:
a) Assicurare un apporto nutrizionale equilibrato e personalizzato.
b) Evitare o minimizzare le fluttuazioni della glicemia.
c) Controllare i fattori di rischio.

L’apporto energetico dovrà far in modo di favorire il mantenimento o il raggiungimento del peso adeguato. L’attività fisica, di fondamentale importanza, aiuterà a controllare la glicemia ed il bilanciamento energetico globale.
Il paziente diabetico dovrà quindi privilegiare gli alimenti a basso indice glicemico e ad elevata concentrazione di fibra (verdure, alimenti integrali e legumi) limitando al minimo gli alimenti troppo ricchi di grassi, colesterolo e zuccheri semplici. Evitare gli alcoolici. Leggi tutto l’articolo di Michela Padovani biologa nutrizionista Details

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Wednesday, November 16, 2011 @ 05:11 PM

Il consumo quotidiano di frutta secca, in sostituzione di una parte dei carboidrati assunti con l’alimentazione, può aiutare a controllare il diabete di tipo 2 e prevenire così le sue possibili complicanze.

Secondo una nuova ricerca, pubblicata nel Diabetes Care (American Diabetes Association), un consumo quotidiano di circa 60 gr di frutta secca, in sostituzione dei carboidrati, può essere efficace nel controllo della glicemia e dei lipidi sierici per le persone con diabete di tipo 2.

I ricercatori hanno notato che l’assunzione di grassi “buoni”, soprattutto di acidi grassi monoinsaturi (MUFA), come quelli presenti nella frutta secca ( o anche nell’olio extravergine di oliva), preserva il colesterolo HDL (il colesterolo buono), limita la concentrazione del LDL (colesterolo cattivo) e migliora il controllo della glicemia.

Il Dr. David Jenkins, dell’University of Toronto e il suo team di ricerca, hanno pertanto valutato l’effetto del consumo di frutta secca mista sui lipidi sierici e sul controllo degli zuccheri nel sangue nel diabete tipo 2.

A tale scopo, i 117 pazienti con diabete di tipo 2 valutati nello studio sono stati divisi in tre diversi gruppi. Ad ogni gruppo è stata data una diversa tipologia di pasto supplementare per un periodo di tre mesi: LEGGI TUTTO L’ARTICOLO DI MICHELA PADOVANI SU FRUTTA SECCA ANTI DIABETE Details

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Tuesday, October 11, 2011 @ 01:10 PM

di Michela Padovani, biologa nutrizionista (nutrizionista (at) saluteincucina.it)

L’aterosclerosi è la prima causa di morte e disabilità nei Paesi sviluppati e la sua presenza ed evoluzione sono legate fondamentalmente ad alcune abitudini alimentari e a fattori di rischio tra i quali obesità e fumo.

La lesione caratteristica è la placca ateromatosa che interessa le pareti dei vasi arteriosi. La sua formazione inizia con la precipitazione di lipidi nella tonaca interna (intima) del vaso che successivamente va incontro ad un processo di fibrosi che causa indurimento e restringimento del lume vascolare. Le conseguenze nelle zone irrorate dal vaso arterioso variano dipendendo dal grado di occlusione del lume: da una limitazione del flusso fino ad una occlusione completa.

Il termine aterosclerosi è stato proposto da Marchand nel 1904 per sottolineare la presenza dell’ateroma (dal greco athere, che significa “pappa”, ad indicare il materiale grasso, poltaceo, contenuto nelle placche). Le lesioni, che hanno come caratteristica specifica la componente lipidica più o meno abbondante, si evolvono con il tempo.

La formazione della placca aterosclerotica è molto complessa ed è caratterizzata dalle seguenti tappe: accumulo di lipoproteine e leucociti, migrazione e proliferazione delle cellule muscolari lisce, fibrosi e calcificazione. Come già più volte detto, l’evoluzione della patologia dipende dallo stile di vita, dall’alimentazione, dal sesso, ecc.

I fattori di rischio si suddividono tra modificabili con strategie preventive e non modificabili.

Continua a leggere i fattori di rischio modificabili e immodificabili relativi all’aterosclerosi Details

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Tuesday, October 4, 2011 @ 10:10 AM

Estratto, tradotto da un documento in inglese firmato VegPeace.org

Om Mani Padme Hum – Il mantra della Compassione

Il Buddha ha detto: un buddista “non dovrebbe uccidere un essere vivente,  nè dovrebbe causarne l’uccisione, nè dovrebbe incitare qualcuno ad uccidere” – Dhammika Sutta

Se le persone mangiano animali altre persone devono ucciderli. Comprare cibi animali incoraggia le persone a ucciderli. Ucciderli provoca sofferenze sia agli animali che alle persone che li uccidono (…) Se le persone smettono di mangiare prodotti animali e si nutrono di “piante” si creano più posti di lavoro in industrie meno violente.

Gli animali sono esseri senzienti, hanno dei sentimenti, si sentono felici, tristi, provano amore e paura. Gli animali selvaggi si muovono, giocano e guardano alba e tramonto. I delfini salvano le persone dall’annegamento. I maiali cantano alla luna. Le pecore ricordano le facce dei loro amici. I polli hanno un linguaggio e si avvisano l’un l’altro quando trovano da mangiare. Quando le mucche stanno per essere uccise, sono terrorizzate. Alcune sfuggono al macello. Quando un vitellino è strappato alla madre e ucciso, la mamma mucca diventa depressa.

Cerca di avere compassione per gli animali, non mangiarli.

Continua a leggere La Pratica della Compassione attraverso il Vegetarianesimo Details

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Tuesday, October 4, 2011 @ 09:10 AM

Il nostro è un secolo dove abbiamo bisogno di etichettare tutto e di comunicare con chiarezza ciò che siamo e i valori in cui crediamo. Oggi sono numerose le etichette, comunque meritevoli, utilizzate per identificare le persone che hanno scelto di dare un valore alla vita degli animali anche quando si tratta di alimentazione (clicca qui per scoprire i vari tipi di vegetarianesimo).  Dico “anche” perché se è comune commuoversi alla vista di un cucciolo o di un gatto abbandonato o denutrito oppure disapprovare quei popoli che mangiano animali da compagnia come i cani, non è così frequente trovare persone consapevoli che riflettono davanti al banco di carne o pesce di un supermercato. Come se la fettina di bistecca fosse prodotta industrialmente e non fosse stata invece un animale vivo e vegeto, una bellisisma e dolce mucca che ha dato la vita per noi.

Sono comunque in tanti che cominciano a riflettere quando mangiano carne o pesce; certo è difficile rinunciare a prodotti della nostra tradizione, ma sicuramente un primo passo è quello di essere consapevole di ciò che mangiamo, secondo passo è diventare un meat reducer, a proposito di etichette, e di ridurre il consumo di prodotti animali nella nostra dieta ( 2 volte la settimana sono sufficienti), terzo passo per il quale consigliamo di essere seguiti comunque da un nutrizionista per evitare errori comuni dei nuovi vegetariani, è eliminare il consumo di carne ma non eliminare il pesce, quarto passo è seguire una dieta vegetariana completa, facendo attenzione appunto a integrare con uova, proteine vegetali come seitan, tofu e soia, legumi, formaggi e latticini ( ma senza esagerare), frutta e verdura. Ci sono poi anche persone che scelgono di essere vegane e cioè di escludere dalla dieta tutti i prodotti derivati dagli animali compresi latte e uova (in questo caso raccomando una alimentazione equilibrata e il consulto con un medico nutrizionista o dietologo). Esistono anche gli amanti del crudismo (raw food) ovvero coloro che mangiano soolo frutta e verdure, semi a crudo ma questa dieta non nasce dalla corrente “vegetariana” ma piuttosto per motivi di benessere e salute. Vi segnalo www.rawfoods.it/ e www.crudismo.it, per chi conosce l’inglese http://vegpeace.org/ da cui ho tratto

La Pratica della Compassione attraverso il vegetarianesimo che ho tradotto per voi>>>

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