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Archive for April, 2011

Wednesday, April 6, 2011 @ 04:04 PM

di Michela Padovani Biologa Nutrizionista
nutrizionista@saluteincucina.it

La celiachia è una delle patologie autoimmuni più comuni nei paesi occidentali ed è una condizione clinica che persiste lungo tutto l’arco della vita di chi ne è afflitto. La celiachia è caratterizzata da un danno immuno-mediato della mucosa intestinale innescato da un’intolleranza permanente nei confronti del glutine ed in particolare nello specifico verso la proteina gliadina che si ritrova in molte graminacee alimentari come: avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale. l’azione lesiva di orzo, segale ed avena sembra dovuta a proteine (prolamine) equivalenti alla gliadina denominate rispettivamente orzeine, secaline ed avenine.

L’interazione tra la gliadina e la mucosa dell’intestino tenue determina la comparsa di lesioni caratteristiche che alterano i normali processi di assorbimento, in particolare del ferro, del calcio e del lattosio. I sintomi più comuni sono rappresentati da uno stato di malassorbimento: diarrea, anemia, ipocalcemia, abbassamento dei livelli ematici di vitamina B12, anche se in molti casi, sono presenti alterazioni collaterali come dermatite atrofica, fragilità ossea, riduzione della capacità visiva, fragilità vasale.

Storicamente, le prime segnalazioni sulla malattia celiaca sembrano risalire al medico greco Areteo di Cappadocia che nel primo secolo A.C., il quale descrisse una sindrome clinica caratterizzata da diarrea cronica. Solo molti secoli dopo le osservazioni di Gee prima (1888) e di Dike poi (1950) misero in relazione la sintomatologia con l’assunzione del grano e il miglioramento clinico dopo dieta d’eliminazione. Da allora le conoscenze sulla malattia sono in continua evoluzione. Attualmente la malattia celiaca è definita appunto come una “Intolleranza permanente al glutine e alle proteine affini contenute in vari cereali (grano, segale, orzo e avena) che provoca una risposta infiammatoria a carico del piccolo intestino in soggetti geneticamente predisposti”.

Lo spettro clinico di questa patologia è estremamente eterogeneo e comprende quadri che vanno da drammatiche condizioni generali dovute al malassorbimento (rare), a sintomi clinici sfumati (frequenti), spesso con assenza dei classici sintomi gastrointestinali.

I segni e sintomi che possono essere presenti in soggetti affetti da malattia celiaca sono: Details

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