Carrefour segnala nell’apposita sezione del sito il ritiro, a titolo precauzionale, di una partirà di tonno all’olio di oliva per la possibile presenza di istamina.
Carrefour Pinne Gialle 3x80g
Scadenze: 6-11-2017; 7-11-2017;
9-11-2017 – Ean 8012666006953
Non consumare il prodotto e riconsegnare la merce nel punto di vendita di acquisto.
Per maggiori informazioni rivolgersi al numero: 0522-368387
Ringraziamo per la collaborazione e chiediamo scusa per il disagio recatoVi.
L’istamina viene prodotta anche all’interno del nostro corpo e svolge importanti funzioni ma se presente in quantità eccessive può avere effetti collaterali come nel caso di allergie in cui appunto viene prodotto un eccesso di istamina. Vi invito ad andare su wikipedia se desiderate approfondire.
Studi recenti mostrano come le miscele aminoacidiche aiutano a contrastare
le carenze energetiche ma il loro utilizzo è poco diffuso – Un convegno sul tema a “Pianeta Nutrizione & Integrazione“
Importanti risultati suggeriscono che la supplementazione dietetica con specifiche miscele aminoacidiche, ben al di là degli effetti sul trofismo muscolare, sia in grado di favorire il recupero dello stato di salute in tutte quelle situazioni caratterizzate da carenza energetica. In questo senso le malattie legate all’invecchiamento sembrano le più promettenti.
Nonostante i risultati positivi derivanti da recenti ricerche, emerge però che l’utilizzo degli aminoacidi, o di specifiche miscele degli stessi, non sembra ancora avere raggiunto quella diffusione che i dati sperimentali stessi sembrano consigliare a supporto delle tradizionali terapie farmacologiche specifiche per le malattie legate all’invecchiamento.
LEGGI TUTTO L’ARTICOLO SUL CONVEGNO AMINOACIDI ESSENZIALI
Alcuni consumatori avrebbero trovato pezzi di plastica, presumibilmente di guanti, e per precauzione l’azienda Smithfield Packing Company, a Smithfield, Va. establishment, ha deciso di ritirare una partita del 12 marzo pari a circa 38000 pezzi per precauzione.
Per approfondimenti in lingua inglese: http://www.fsis.usda.gov/News_&_Events/Recall_017_2013_Release/index.asp
Interessante sapere che negli Stati Uniti esiste un servizio telefonico live e automatico sulla sicurezza alimentare per i consumatori dubbiosi. Si chiama Ask Karen.
Il salmone GE rischia di finire anche sulle nostre tavole: sarebbe un’incrocio di geni tra un salmone del pacifico e un anguilla!
Il rischio è concreto per chi mangia pesce visto che la Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia per la sicurezza alimentare americana, potrebbe a breve approvare la messa in commercio di un salmone geneticamente modificato (GE). Si tratterebbe di una varietà in grado di crescere più velocemente di un salmone normale e di più, e proviene da un incrocio di geni di un salmone del Pacifico e dal gene di un anguilla. Secondo la FDA i test sul salmone OGM dimostrerebbero che il prodotto è sicuro come un pesce normale e non produrrebbe effetti negativi sull’enviroment ( Environmental Assessment EA) on the controversial AquaBounty AquaAdvantage®) . Per quanto riguarda l’etichetta nel 2010 si è valutata la possibilità di inserire l’indicazione nel caso in cui l’immissione sul mercato del Salmone GE geneticamente modificato venisse approvata ma secondo il dottor Michael Hanson dell’Unione dei Consumatori “It probably would not be labeled and so people would have no idea at the store whether they were getting engineered fish or not”.
Ma cosa succede se il pesce GE “evade” la zona di coltura?
Secondo alcune ricerche della Purdue University and The National Academy of Sciences l’introduzione del pesce transgenico potrebbe mettere a rischio la popolazione di pesci nativa ma secondo appunto l’analisi della FDA no. Staremo a vedere.
Image courtesy of dan at FreeDigitalPhotos.net
http://chicago.cbslocal.com/2013/02/11/genetically-engineered-salmon-may-hit-the-market-soon/
2 FEBBRAIO 2013 – PASTA MADRE DAY
Non stare con le mani in mano, mettile in pasta!
Il 2 febbraio, in tutta Italia, si festeggia il Pasta Madre Day.
Organizzato dalla Comunità del Cibo Pasta Madre, associazione composta da consumatori, agricoltori, mugnai, panificatori e pizzaioli che quotidianamente si impegnano a diffondere la cultura di una filiera del pane e dei cereali sostenibile e di qualità, il Pasta Madre Day è la festa nazionale del lievito madre.
Sono a oggi 92 (ma nelle ultime ore si arriverà a 100) gli eventi organizzati e registrati sul sito internet della Comunità (www.pastamadre.net) che porteranno migliaia di aspiranti panificatori casalinghi nelle piazze d’Italia per scambiarsi e condividere il proprio lievito madre.
Un’organizzazione diffusa e autarchica che, partendo dal basso, si impegna a diffondere quel giorno più di 5.000 “dosi” di lievito madre in modo totalmente gratuito.
Il Food Sharing è una nuova pratica sociale diffusa in Germania per evitare di sprecare il cibo che non mangiamo. Così se dovete partire per le vacanze e avete il frigo pieno potete evitare di farlo andare a male o buttarlo via e condividerlo con qualcun altro, idem se avete cucinato in abbondanza a pranzo e non siete a casa per cena.
Potete visitare il sito foodsharing.de se sapete il tedesco. Per ora l’iniziativa riguarda solo la Germania e presto anche l’Austria. Cosa aspettiamo Italia?
Certo che bisognerebbe capire se in Italia è fattibile. Anche in Germania per gli scambi e le offerte è necessario rispettare la catena del freddo, i metodi di conservazione e separazione degli alimenti.
In Italia esiste già l’esperienza ottima del LAST MINUTE MARKET di Bologna che da anni opera contro gli sprechi e oggi opera anche nel non food.
Oggi, le attività di LMM si articolano intorno alle seguenti tipologie di prodotto:
LMM-FOOD:prodotti alimentari, eccedenze di attività commerciali e produttive;
LMM-HARVEST: prodotti ortofrutticoli non raccolti e rimasti in campo;
LMM-CATERING: pasti pronti recuperati dalla ristorazione collettiva (es. scuole, aziende);
LMM-PHARMACY: farmaci da banco e parafarmaci prossimi alla scadenza;
LMM-BOOK: libri o beni editoriali destinati al macero;
LMM-NO FOOD: tutti i beni non alimentari.
Per grandi e piccini questo trucchetto vale sempre per non ingerire grandi quantità di grassi a discapito del peso magari di mamma e papà o per evitare le controindicazioni del fritto in padella.
Sicuramente non avete voglia di rinunciare a una gustosa cotoletta, magari con patate. Perché non cuocerla in forno invece che in padella e magari insieme alle patate?
Potete usare anche una piastra elettrica se l’avete e potete optare anche per una cotoletta pronta.
COTOLETTE CON LATTE SCREMATO E PAN GRATTATO
Se volete ridurre i grassi usate latte scremato al posto delle uova.
Potete mettere a bagno le fettine di tacchino o pollo nel latte per una mezz’ora, aggiungete un pizzico di sale, poi ad una una passarle nel pan grattato per poi disporle in forno in una teglia o sopra carta da forno; se avete l’olio di oliva in spray potete dare una bella spruzzata di olio. Cuocete a 200 gradi per almeno 10 minuti per parte prestando attenzione a che non si brucino. I tempi di cottura variano a seconda dello spessore delle fettine.
NUGGETS AL FORNO…proprio come quelli di mc…
Potete usare anche dei petti di pollo tagliati a dadini, impanati con latte e pane che lascerete in forno per una 40-ina di minuti.
COTOLETTA TRADIZIONALE SEMPRE AL FORNO
Se vi piace la cotoletta tradizionale fate un battuto di 2 uova per 6 fettine, immergete le fettine nell’uovo e poi a una a una nel pangrattato, eventualmente ripetere l’operazione di panatura. Per un gusto più saporito potete aggiungere formaggio grattugiato al pan grattato e un pizzico di sale all’uovo sbattuto. Spruzzare olio sui nuggets e infornare a 200 gradi. Il tempo di cottura in forno è di 15 minuti per lato.
PATATE “FRITTE” AL FORNO
Se avete voglia di patate, cuocetele prima in pentola a pressione per una decina di minuti. Raffreddarle sotto l’acqua fredda, sbucciarle eventualmente ( ma se avete pulito bene la buccia potete lasciarla), tagliarle a julienne o a tocchetti e mettere in forno insieme alla cotoletta con una spruzzata di olio e di sale ( metà fino e metà grosso). Insaporire con uno spicchio d’aglio e rosmarino.
Buone eh, ho già una fame da morire visto che sono le 2 del pomeriggio e non ho ancora mangiato.
La salute in cucina è tutta questione di organizzazione. Ora vado a casa e mi mangio le cotolette senza impuzzolentire la casa con odor di fritto e senza danni alla salute.
E MAGARI ME NE SURGELO QUALCUNA PRONTA ALL’USO ANCHE GIA’ COTTA.
Oggi ho intervistato una cuoca davvero speciale…pensate che riesce a cucinare anche senza gas o energia elettrica!
Come farà?
Si chiama Ivana Carroli e vi invito a scoprire la sua trentennale esperienza ( in realtà è molto giovane e lei stessa dice che ha iniziato a cucinare sugli 11 anni:) sul suo sito www.cucinoiopervoi.altervista.org/informazioni.htm e blog.
Ivana è autrice del ricettario all’interno del libro “Cucinare a Fuoco spento” di Gabriella Zevi di cui vi invito a vedere il video sotto.
Come si fa a cucinare a fuoco spento?
Innanzitutto, ci ha raccontato Ivana, bisogna dotarsi di un ECOFORNO, ovvero di un sacchetto/contenitore di feltro o di iuta e cotone di cui Gabriella ha realizzato dei prototipi. Si tratta di una pratica antichissima, riscoperta da Gabriella, in cui si inizia la cottura di un piatto in una pentola portata ad un certo punto di cottura o a ebollizione ( 8 minuti, 15 in caso di legumi), poi tolta dal fuoco, coperta bene e inserita nell’ecoforno ( un tempo si usava avvolgere la pentola in una coperta in modo da mantenere alta la temperatura e proseguire la cottura) per 5 ore o più a seconda dell’alimento.
Scopri i vantaggi dell’ecoforno>>>
Amo le tradizioni e credo che siano un collante importante per tutte le famiglie, da quelle dei single a quelle allargate.
Cuciniamo poco oggi, figurati se abbiamo tempo per fare i biscotti fatti in casa, ma vi assicuro che è molto divertente, facile ( a patto che non volgiate esagerare nelle decorazioni artistiche) e veloce.
Dotazioni: un scatola da circa 6 euro di formine natalizie per biscotti
Ingredienti:
250 grammi di farina
150 gr di burro
65 grammi di zucchero
1 uovo ( ho usato il tuorlo per l’impasto e la chiara montata a neve per decorare:)
coloranti alimentari q.b.
Accendete il forno e fatelo scaldare a 180°. In una ciotola unite la farina, il burro tagliato a pezzetti freddo, lo zucchero e il tuorlo d’uovo.
Amalgamate il tutto velocemente ( potete farlo anche con il frullatore). Finite di impastare realizzando una pallina uniforme e tonda. mettetela in frigo per una ventina di minuti. Intanto se volete fare le decorazioni – impresa impegnativa per me esperta più di comunicazione che di dolci ( confesso non li amo) – montate a neve la chiara d’uovo, prendete 2 o 3 ciotoline, mettete un po’ di chiara e un paio di gocce di colore ( per far eil verde unite giallo e poco blu).
Stendete su una teglia la carta da forno, se volete potete anche ungerla con burro.
Tirate fuori la pasta, dividetela in 2, tiratela con il matterello rendendola spessa di circa 1 cm e con le formine fate i biscotti. Quando vi rimangono dei contorni di pasta, reimpastatela velocemente, tiratela e usate di nuovo le formine. E’ preferibile fare questa operazione sulla carta da forno stesa sul tagliere così evitate che si attacchino. Spostate mano a mano i biscotti sul tagliere.
Spennellate se volete qualche biscotto con la chiara montata a neve e colorata. Esempio l’albero di natale di verde.
Io li preferisco senza uovo anche se all’interno rimangono più morbidi a fine cottura.
Infornate e fate cuocere per 20 minuti. Il tempo di cottura dipende dallo spessore e dal forno, se sono sottili ci vuole poco tempo.
Vi consiglio di guardare i biscotti dopo una decina di minuti ed eventualmente di girare la teglia.
Quando sono dorati tirateli fuori. Lasciate raffreddare e spolverate quelli non decorati con zucchero a velo.
Potete fare dei sacchettini trasparenti con dei fiocchi di raffia da regalare ad amici e parenti.
Se avete dei bambini fateci aiutare. Sarà un ricordo indimenticabile.
Buon Natale.
Potete fare i BISCOTTI SENZA UOVA
sostituendo l’uovo con l’equivalente di poco più di un tuorlo di acqua minerale fatta raffreddare in freezer oppure con il latte ( circa 3 cucchiai).
Con il latte le dosi sono
250 gr. di farina
125 gr di burro ( o margarina per i vegani)
125 zucchero
3 cucchiai di latte ( anche di soia se siete vegani)1 pizzico di bicarbonato
Ho preso una cassetta di cicoria al mercato ortofrutticolo di Bologna ( Orto Mercato) e pur di non farla andare a male mi sono sbizzarita nella creazione di ricette. Con la cicoria potete fare la pasta, un contorno, le polpette cicoria e pecorino, uno strudel di verdure, una frittata ma anche un buonissimo e velocissimo tortino.
Vai alla ricetta per il tortino di cicoria.
Buonissimi, scenografici e leggeri: sono gli spiedini di calamari e ananas, veloci da preparare.
Il calamaro ha poche calorie ma non è indicato ovviamente agli allergici e per chi ha problemi di colesterolo.
Se cercate un pesce più ” dietetico” scegliete il merluzzo che con solo 71 kcal per 100 gr, zero zuccheri e pochissimi grassi (0,3) vince il primato del pesce più light e ricco di magnesio, vitamina A e B. Avendo pochi grassi il merluzzo è anche povero di omega 3 i famosi grassi buoni. Chiedere al vostro nutrizionista:)
E ora godetevi la ricetta. Ho già fame. Spiedini di ananas e calamari.
Anche io quest’estate mi sono unita ad amici che andavano a raccogliere funghi.
Non ne ho trovato nemmeno uno e mi sono data così alla raccolta di lamponi, onde evitare di innervosirmi troppo.
Mio marito e gli altri amici tra porcini e finferli ne hanno trovati un sacco. Beati loro io per il fungo non ho fiuto e nemmeno amo le scarpinate in salita sotto la pioggia su per i boschi per non parlare di quanto io ami quelli che mezzo metro davanti a me trovano in continuazione porcini:( Scherzi a parte mi sono divertita molto.
Beh i miei amici sono grandi esperti di funghi ma ho proprio faticato a mangiare i nostri 2 meravigliosi porcini.
La prossima volta mi informo se in zona c’è un micologo della AUSL per farli controllare anche perché i porcini stessi è bene consumarli freschi e belli, se non sono “in forma” è bene lasciarli dove sono per evitare brutte intossicazioni o maldipancia.
Ecco il DECALOGO per raccoglier e consumare funghi in sicurezza promosso dagli esperti del Ministero della Salute (Scarica l’opuscolo)
E’ assolutamente necessario, prima di consumare i funghi raccolti, farli analizzare da un Ispettore micologo della ASL di zona (servizio gratuito) .
1.Consumare solo funghi controllati da un vero Micologo (diffida degli “esperti improvvisati”)
2.Consumare quantità moderate
3.Non somministrare ai bambini
4.Non somministrare a donne gravide
5.Consumare solo funghi in perfetto stato di conservazione
6.Consumare funghi ben cotti e masticare correttamente
7.Sbollentare i funghi prima del congelamento e consumarli entro 6 mesi
8.Non consumare funghi raccolti lungo le strade o vicino a centri industriali
9.Non regalare i funghi raccolti se non controllati
10.Nei funghi sott’olio si può sviluppare la tossina del botulino
Per saperne di più Centro Antiveleni di Milano 02/66101029 www.centroantiveleni.org Ministero della salute www.salute.gov.it
Potete scaricare anche l’opuscolo in pdf FUNGHI: guida alla prevenzione delle intossicazioni
da cui vi segnalo che
ANCHE I FUNGHI COMMESTIBILI POSSONO CREARE PROBLEMI PER LA SALUTE:
• FUNGHI GUASTI
• FUNGHI INFESTATI
• INTOLLERANZA INDIVIDUALE
PER CHI ACQUISTA I FUNGHI FRESCHI SPONTANEI PRESSO ESERCIZI DI VENDITA
• Prima dell’acquisto verificare che la cassetta o l’involucro contenente i funghi
siano muniti di un’etichetta attestante l’avvenuto controllo micologico da parte degli Ispettorati Micologici delle ASL, che si collocano all’interno del Diparti – mento di Sanità Pubblica nel Ser vizio di Igiene degli Alimenti e della Nutri- zione, deputati per legge al controllo; nel caso non sia presente il cartellino di controllo si consiglia di non acquistare il prodotto e di segnalare il fatto agli or- gani preposti al controllo degli alimenti (Ispettori sanitari, T ecnici della Pre- venzione delle ASL, N.A.S., ecc.).
Ed ecco una gustosa ricetta: Gramigna ai funghi porcini
Interferenti endocrini…l’argomento sembra complicato, ma in realtà non lo è.
L’Istituto Superiore della Sanità ha realizzato un decalogo per prevenire il contatto con sostanze potenzialmente dannose per la nostra salute, sostanze con cui ci troviamo potenzialmente in contatto tutti i giorni, quando cuciniamo, in casa, in auto.
Per quanto riguarda la CUCINA, le raccomandazione sono le seguenti ( vi invitiamo a scaricare il decalogo sugli interferenti endocrini per approfondire):
-Durante la cottura dei cibi assicura una adeguata ventilazione e l’uso delle cappe d’aspirazione
-Riduci il consumo di alimenti affumicati
-Rimuovi le parti grasse dagli alimenti prima della cottura: limita il grigliare e l’arrostire e privilegia altri metodi di cottura
Evita di carbonizzare la carne ed elimina le parti bruciate dagli alimenti (anche dalla pizza)
-Per scaldare latte, bevande e pappe, utilizza contenitori integri e solo secondo le indicazioni del produttore
-Lascia che i liquidi caldi si raffreddino prima di versarli in contenitori di plastica non destinati all’uso ad elevate temperature
-Evita di utilizzare contenitori in plastica usurati
-Utilizza la lavastoviglie per lavare gli oggetti in plastica solo se idonei all’uso ad alte temperature
-Risciacqua bene frutta e verdura in scatola prima del consumo e privilegia frutta e verdura fresca e di stagione-Le confezioni delle pellicole (in PVC) ad uso domestico riportano in etichetta indicazioni sui cibi adatti ad essere avvolti. Leggi l’etichetta!
-Utilizza la carta oleata a contatto con gli alimenti solo secondo le indicazioni del produttore.
- Riduci il consumo di popcorn da cuocere al microonde avvolti in buste contenenti composti perfluorati (PFC)
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Vi segnalo il terzo appuntamento del ciclo di cene-conferenza Lo Chef Promotore di Salute e Benessere organizzato dal Gruppo Ethos.
Ospite dell’incontro di giovedì 8 novembre, alle ore 20.30, presso il ristorante milanese Grani&Braci di Milano, la sessuologa e specialista in ginecologia Stefania Piloni che parlerà dell’intima relazione tra sesso e cibo.
La cene prevede uno speciale menu a tre portate, totalmente cucinato secondo i principi della Dieta Gift sviluppata dai medici Luca ed Attilio Speciani.
Sesso e cibo: intime relazioni
Menu della serata
- Soutè di cozze all’arancia e zenzero con crostone di pane integrale
- Caserecce di Kamut con polpa di granchio, pomodorini ciliegia e peperoncino dolce piccante
- Tortino al cioccolato fondente con cuore morbido accompagnato da crema inglese all’arancia
- Acqua, vino e caffè.
- Image courtesy of gameanna at FreeDigitalPhotos.net
EXPO TOUR
Parte da Bologna l’Expo Tour, l’appuntamento organizzato in collaborazione con il Comune di Milano per presentare Expo Milano 2015.
Dal 20 al 24 ottobre 2012, infatti, l’Esposizione Universale arriva in Piazza Maggiore, cuore del capoluogo emiliano, con una grande festa di sapori e culture del mondo. Ad accogliere cittadini e turisti l’opera Michele De Lucchi che racchiude il valore e la realtà di Expo Milano 2015 e la grande statua realizzata da Dante Ferretti ispirata all’opera di Arciboldo.
La “Tavola Planetaria” che si terrà sabato 20 ottobre è l’evento che meglio interpreta il tema e lo spirito dell’Esposizione Universale di Milano, “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.
Leggi il programma della ExpoTour in Piazza Maggiore

TiraMISU’ che TiraTISU’…..Non è un gioco di parole o un refuso ma le nuove idee rinvigorenti di Zap & Ida per il prossimo 2013…tutto da ridere.
Ho incontrato Zap & Ida qui a Bologna, all’angolo con il Bar Calice circondati da vignette in occasione di un sabato chiuso al traffico (TDays di Bologna). Loro si definiscono così: Zap il disegnatore più veloce d’Italia e Ida la teorica della comprensione. Fuori dagli schemi non smettono mai di farci ridere e provocare.

TiraMISU’ è l’agenda 2013 la cui copertina strofinandola profuma dicioccolato ( provato è vero!) e TiraTISU’ è lo strepitoso calendario diVINO per il 2013 che sta andando a runa ancora prima di uscire in libreria.
Potete acquistarli anche on line nello shop di Akena.
Quando il piatto diventa funky c’è più gusto nel mangiare frutta e verdura.

Il progetto FunKy Lunch del designer inglese Mark Notheast è nato con l’idea di trasformare i sandwich tradizionali in qualcosa di diverso incoraggiando i bambini a mangiare più sano e più vario.
Ed è già un successo nel campo del marketing e della buona tavola. Un nuova esperienza a tavola che trasforma un banale panino in una facetta simpatica con occhi, bocca, naso ricchi di vitamine e sali minerali.
Sul sito www.funkylunch.com/birthdays.htm trovate anche il kit per i compleanni (molto americano più che inglese come modello) comprensivo di inviti, ingredienti e idee per giochi e sandwich, attrezzatura, cappelli da chef, schede per ricette da creare, cartoline e un regalo per il festeggiato…ma dovete abitare in Inghilterra per ora:) Qui potete inventarvi un bel faidate magari acquistando on line il libro Funky Party .

Sorprenderete i vostri bimbi e gli amici. Potete provare anche con zuppe, carne e altre portate.
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BUONO PER TE, SOSTENIBILE PER IL PIANETA: IL MODELLO DELLA DOPPIA PIRAMIDE ALIMENTARE E AMBIENTALE
l modello della Doppia Piramide Alimentare e Ambientale è giunto al suo terzo aggiornamento che nasce dall’analisi approfondita e la sintesi di oltre 500 differenti fonti d’informazione, attraverso un processo di continuo aggiornamento e approfondimento. Nel nuovo BCFN Talk, “Buono per te sostenibile per il pianeta: il modello della Doppia piramide alimentare ambientale”, il modello viene arricchito dai dati sull’impatto economico degli stili alimentari.
ONLINE, 10 ottobre ORE 05:00 PM (GMT +2)
***Interessante la riposta della maggioranza al sondaggio proposto da Barilla in occasione della prossima Talk:
Come pensi che cambieranno le tue scelte alimentari nei prossimi anni alla luce della crisi economica e ambientale?
Crescita economica, globalizzazione e contaminazione tra diversi modelli culturali stanno determinando, a livello mondiale, un cambiamento degli stili di vita e delle abitudini alimentari. Questo fenomeno vede tra le sue molteplici conseguenze anche l’aumento del sovrappeso e dell’obesità tra la popolazione, soprattutto infantile.
ONLINE 11 ottobre 2012
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XXXV Congresso Nazionale SINU
“LARN: livelli di assunzione di riferimento di nutrienti e energia per la popolazione italiana – REVISIONE 2012”
22 – 23 Ottobre 2012
Bologna Scarica il Programma
Salone del Gusto e Terra Madre completamente aperti al pubblico
25 al 29 ottobre Torino
Orari: da giovedì 25 a domenica 28: 11 – 23; lunedì 29: 11 – 20Un legame sempre più forte è quello che unisce il Salone del Gusto e Terra Madre con il territorio piemontese e che ha visto in questi anni gli organizzatori, Regione Piemonte, Città di Torino e Slow Food, avviare partnership con istituzioni e privati per realizzare il più importante evento eco-gastronomico al mondo che propone cibi buoni impegnandosi allo stesso tempo a ridurre l’impatto della manifestazione sull’ambiente.
Per sei giorni Torino e il Piemonte ospiteranno migliaia di espositori e delegati delle comunità del cibo di Terra Madre e del Congresso internazionale di Slow Food, esperti, chef e accademici da tutto il mondo che parteciperanno alle Conferenze, ai Laboratori e Teatri del Gusto, agli Appuntamenti a Tavola e alle attività educative. L’edizione 2012 comincia con un giorno di anticipo: mercoledì 24 alle 18,30 presso il Palaolimpico di Torino si terrà la Cerimonia di apertura del Salone del Gusto e Terra Madre, per la prima volta aperta al pubblico.
Ma il Salone del Gusto e Terra Madre quest’anno animeranno la città per tutto il mese di ottobre, uscendo dal Lingotto Fiere e dall’Oval con un vero e proprio Salone Off ricco di mostre, appuntamenti conviviali e musicali.
- 4° International Forum on Food & NutritionMILANO, 28-29 NOVEMBRE
Al via la 4^ edizione dell’unica kermesse italiana che partendo dalla pregiata patata di Bologna DOP e arrivando alle patate italiane di qualità, valorizza oltre all’agricoltura, anche ristorazione, panificazione, pasticceria, turismo e cultura.
Il comparto pataticolo bolognese, anche in virtù del riconoscimento della DOP per la tipica “Primura”, continua il proprio impegno per far conoscere ai consumatori e agli operatori professionali la validità e attualità di questo tubero.
Economiche e nutrienti, si prestano a numerose interpretazioni alimentari, non solo in campo culinario, ma anche nell’arte della panificazione e della pasticceria. Per mostrarne la versatilità di utilizzo scendono in campo i ristoratori bolognesi aderenti al sistema Confcommercio ASCOM, affiancati da panificatori e pasticcieri i quali, dall’1 al 7 ottobre, daranno prova della loro abilità non solo attraverso la presentazione di numerose ricette tipiche o innovative, ma anche attraverso la riscoperta dell’antica ricetta del pane alle patate e di inedite leccornie di pasticceria.
A testimonianza di questo si registra l’adesione di oltre 80 ristoranti nella sola provincia di Bologna, accompagnata da quella di circa 400 fra panifici e pasticcerie e da eventi collegati.
Come si concilia la necessità di mangiare correttamente per crescere bene ed evitare il sovrappeso dei bambini, con la costante diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie di questi ultimi anni?
Il 40% dei bambini italiani è in sovrappeso e la sedentarietà o la scarsa attività fisica unite a una scorretta alimentazione sono le cause principali..A ribadirlo è uno studio realizzato dall’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano che ha valutato le abitudini alimentari di 2.238 bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni. La sedentarietà è significativamente più presente nei bambini sovrappeso rispetto ai normopeso sia nei maschi sia nelle femmine. L’indagine rileva inoltre una maggiore quantità di attività fisica nei maschi rispetto alle femmine e conferma che la prevalenza del sovrappeso, nei maschi, è minore rispetto alle proprie coetanee.
Corretta alimentazione e attività fisica hanno semplici regole che potrebbero arrestare questo fenomeno in aumento in tutto il mondo. Ma quanto costa la corretta alimentazione e quanto spendono le famiglie italiane per acquistare gli alimenti?
Secondo l’ISTAT nel 2010 la spesa alimentare media mensile per una famiglia di 5 persone è 675 euro, circa 22 euro al giorno, (4,4 euro a testa). Unendo i dati sulla disponibilità di spesa a quelli su sovrappeso e obesità nasce una preoccupazione plausibile, come spiega il Prof. Claudio Maffeis, pediatra, docente all’Università di Verona ed esperto di nutrizione e obesità in età pediatrica: “Sovrappeso e obesità sono quasi sempre dovuti ad uno scorretto regime alimentare e alla sedentarietà, o scarsa attività fisica. La ridotta capacità di spesa può indurre i genitori ad acquistare ulteriormente cibi dal basso costo, ma che spesso hanno un elevato contenuto calorico. Da tempo assistiamo a questo fenomeno indipendentemente dalla ridotta capacità d’acquisto. L’alimentazione dei bambini obesi o sovrappeso è spesso ricca di cibi ricchi di grassi di vario genere e zuccheri semplici. Questi alimenti vengono consumati dai bambini fuori dei pasti principali (colazione, pranzo e cena) oppure ai pasti, al posto degli alimenti tradizionali. Infatti le merende non sono tutte uguali e tra queste, ce ne sono alcune che apportano ben più di 100 calorie in 30g di prodotto (ad esempio le patatine fritte). Questo tipo di cibo è facilissimo da mangiare, per questo viene consumato in modo eccessivo davanti alla TV”.
“Sedentarietà e cibo troppo ricco di grassi e zuccheri, portano sulla strada dell’obesità – sottolinea ancora Maffeis - le alternative ci sono e fanno anche risparmiare, iniziamo a non comprare quello che non serve, come le bevande e i succhi zuccherati; non mangiare d’abitudine salse e creme spalmabili; la cioccolata o i dolcetti vari debbono tornare ad essere consumati solo in certe occasioni e non d’abitudine; evitare tutti gli snack fritti. Diamo ai bambini cibi semplici, riconoscibili e che bevano tanta acqua. Ricordiamo che quando il grasso corporeo aumenta, aumentano i fattori di rischio di importanti malattie che, se non si manifestano in breve tempo, possono manifestarsi in età successive, mi riferisco a ipertensione, diabete, dislipidemia, aterosclerosi. Ricordiamo inoltre che il bambino obeso ha un elevato rischio (40-80%) di rimanere obeso da adulto”.
“Image courtesy of Ambro / FreeDigitalPhotos.net”
leggi I NUTRIENTI CHE COSTANO MENO
I 10 CONSIGLI DEGLI ESPERTI DELL’OSSERVATORIO NUTRIZIONALE GRANA PADANO
Quest’anno vogliamo davvero ripartire con dei buoni consigli, utili a tutti, e abbiamo deciso di scegliere Francesca Forcella Cillo, ideatrice e curatrice del programma di salute e alimentazione naturale Energytraining.it per condividere con voi la sua decennale esperienza.
-Francesca quanto è importante sentirsi pieni di energia nella vita, lavorativa e non?
Sentirsi pieni di energia è molto più importante di quello che pensiamo. Noi tendiamo spesso a sottovalutare l’aspetto energetico perché non ne afferriamo le implicazioni anche pratiche, sembrandoci l’ “energia” un qualcosa di misterioso, esoterico e poco tangibile.
Ma che cosa vuol dire “energia” e come agisce dentro di noi?
Il 1º concetto che mi viene in mente parlando di ENERGIA, è l’EQUILIBRIO.
L’energia lavora tantissimo all’interno del nostro corpo proprio per creare equilibrio e armonia tra le diverse tendenze della nostra costituzione, ma anche tra mente e corpo, spesso in conflitto tra di loro.
Un’altro concetto che riconduco all’ENERGIA è la FORZA.
La forza non è solo quella che usiamo in palestra, ma anche quella che ci permette di realizzare tutto ciò che vogliamo fare, gli obiettivi che abbiamo, così come le incombenze più sciocche della vita quotidiana. Poi c’è la forza mentale, la volontà. Se abbiamo poca energia, difficilmente abbiamo la volontà per raggiungere i nostri obiettivi nel lavoro, nella nostra vita. Magari vorremmo smettere di fumare, oppure ci piacerebbero introdurre cibi sani nella nostra alimentazione, ma se non abbiamo energia, anche solo partire può diventare difficile proprio perché manca la forza di volontà.
Leggi tutta l’intervista a Francesca Forcella Cillo e scopri come fare il pieno di Energia
Scarica la scheda di Salute In Cucina.it su Le Creme Estive da gustare:
Creme Estive di Salute In Cucina
Oggi vi segnalo una APP per smartphone che si chiama Il Tuo Peso ideale del Movisol.
Vi invito a curiosare alla ricerca di qualche APP utile per controllare calorie e indice di massa corporea.
Purtroppo le più interessanti sono in inglese ma questa è disponibile anche in italiano e la versione base è gratuita.
Segnalandovi una APP non vi invito ad affidare la vostra ricerca del Giusto Peso a un programma per telefonino ma solo a riflettere e ad aumentare la vostra consapevolezza in maniera divertente.
Per diete & C. vi invito sempre a consultare un medico nutrizionista o dietologo e anon fare cambiamenti repentini nel vostro modo di nutrirvi senza il parere di un medico.
Leggi la descrizione della APP Il Tuo Peso Ideale
Sì, secondo alcuni recenti studi di breve periodo ( non ci sono risultati di lungo periodo ad oggi).
Da uno studio risulta che bere acqua può aiutare a perdere peso; donne in sovrappeso sono riuscite a dimagrire diminuendo l’introito calorico o cambiando l’indice metabolico; risulta che donne di mezza età o anziane che bevono acqua prima dei pasti introducono meno calorie, forse perché si sentono meno sazie, e di conseguenza perdono peso.
Il nostro copro è composto per il 55% da acqua. Il 20% dell’acqua la introduciamo tramite l’alimentazione. Se facciamo attività fisica per mezzora al caldo in un clima umido è bene sapere che ci si disidrata in mezz’ora. Non è vero che è necessario bere molto durante la giornata, dipende dall’età, dallo stato di salute, dal sesso. Bere molto senza esagerare non fa male ad eccezione per quei casi in cui si introduce molta acqua in un brve periodo di tempo: questo può essere un pericolo per la salute.
Avevo già letto che non ci sono evidenze scientifiche tra l’uso di probiotici e il miglioramento della flora intestinale. Prodotti ricchi di ogni tipo di probiotico spopolano, ma, secondo l’EFSA, interpellata a seguito della richiesta di un parere scientifico della Commissione Europea su alcuni claims ( messaggi “pubblicitari” sui prodotti), non si evidenzia ad oggi relazioni di causa effetto tra il consumo del Lactobacillus casei al calo di batteri patogeni. ( fonte EFSA tratta da Alimenti & Salute)
Fino ad oggi abbiamo visto dunque prodotti con Lactobacillus Case che vantavano proprietà salutistiche e mediche eccezionali che vanno dal miglioramento della flora intestinale all’aumento delle difese immunitarie. In America nel 2008 è stata fatta una class action contro lo slogan/claims di una nota bevanda tipo yogurt che si riteneva rinforzasse le difese naturali. Insomma fino ad oggi non sono state raccolte prove statistiche sufficienti a dimostrare tali correlazioni.
Il Lactobacillus Casei è ritenuto comunque un batterio capace di favorire lo sviluppo nell’intestino dei batteri “benefici”. Il batterio avrebbe effetti benefici sulla digestione e la capacità di ridurre l’intolleranza al lattosio e la costipazione. I probiotici hanno indubbiamente dei vantaggi come quello di contrastare la sindrome da colon irritabile e a diminuire anche se in percentuale non alta ma comunque significativa il colesterolo e questo può essere un vantaggio per soggetti che hanno un lieve aumento di colesterolo. Per dimostrare l’importanza salutistica dei probiotici bisogna fare studi clinici appositi in relazione alle quantità e agli effetti senza doverlo necessariamente far rientrare nella categoria del farmaco.
25o partecipanti provenienti da 38 paesi, un comitato scientifico con 21 Membri in rappresentanza di altrettante prestigiose Istituzioni di 15 paesi. Questi sono solo alcuni dei numeri che hanno caratterizzato la 5° Conferenza Internazionale sulla “Fibra Alimentare” (DF12), organizzata a Roma dal 7 al 9 maggio scorso dall’ INRAN, Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, con il sostegno dell’ICC, International Association for Cereal Science and Technology e la sponsorizzazione diBarilla, Megazyme, Kraft Foods, Tate &Lyle, General Mills, Sensus, Cosucra, CornProducts, National Starch.
Dai temi affrontati – quali il rapporto tra consumo di fibra e salute, gli effetti benefici dei composti associati alle fibre alimentari, la formulazione di alimenti ricchi in fibra e le tecnologie per la loro produzione e la loro accettazione da parte del consumatore – si evince come la fibra rappresenti davvero l’ultima sfida dell’industria alimentare per coniugare gusto e salute. Tuttavia, si è parlato anche di questione più “tecniche” come i metodi analitici per la determinazione della fibra, le problematiche dell’etichettatura nutrizionale e delle banche dati, la differenza tra fibre naturali e fibre isolate o sintetiche.
In chiusura della Conferenza, consegnati anche quattro premi ai migliori poster:
- il General Mills Award for HealthInnovation è andato ad Elin Johansson, della Lund University (Svezia) per un poster su “L’assunzione di pasti serali ricchi di orzo stimola il rilascio di GLP-1, migliora la tolleranza al glucosio e la regolamentazione dell’appetito e diminuisce l’apporto energetico volontario”. Questo studio interdisciplinare si è contraddistinto per il carattere innovativo e per aver sviluppato in particolare l’associazione tra il consumo di fibra o cereali interi e i miglioramenti nella salute dell’uomo.
Leggi tutto il comunicato stampa sul Congresso dell’INRAN sulle fibre
(Tratti dalla campagna Guadagnare Salute – Pane Mezzo Sale – Confcommercio Bologna in collaborazione con U.O. Igiene Alimenti e Nutrizione Dipartimento Sanità Pubblica Az.Usl di Bologna
e integrati da Beatrice Di Pisa.)
- Meno “sale” nella borsa della spesa = Quando fai la spesa, acquista alimenti poco salati, controllando le etichette. Sono le quantità di sale nascosto e di cui non sei consapevole a fare la differenza!
- Preferisci prodotti con poco sale = quando sono disponibili, scegli prodotti a basso contenuto di sale ( ad esempio pane ed altri derivati dei cereali senza aggiunta di sale come il toscano senza sale)
- Meno piatti pronti = non demonizziamo nessun cibo ma è importante riscoprire il piacere di una Buona Cucina Casalinga riducendo il consumo di piatti industriali, sughi già pronti o cibi in scatola ( personalmente non sono contraria ai piatti pronti se consumati in via eccezionale e sempre prestando attenzione alla qualità leggendo le etichette, ma state attenti, latra sera mi sono fatta attrarre da un cabaret di 12 bellissime polpette con la scritta “con tacchino e prezzemolo” nel banco delle carni e poi mi sono ritrovata a consumare polpette grasse dal sapore strano….leggendo l’etichetta minuscola ho trovato che c’era un bel po’ di carne di suino e un sacco di altra roba, sale incluso)
- Limita l’uso di condimenti ricchi di sodio ( dado da brodo, ketchup, salsa di soia, senape…)
- Aggiungi meno sale alle tue ricette: pasta e riso possono essere cotti in acqua poco salata; bistecche, pesce, pollo, verdure o patate possono essere preparati e cucinati con meno sale o anche senza, utilizzando spezie e vino per insaporire (ndr)
- Insaporisci i cibi con erbe aromatiche fresche, spezie, limone, aceto
- Non mettere il sale in tavola, non sarai indotto in tentazione
- NON AGGIUNGERE SALE NELLE PAPPE DEI TUOI BAMBINI almeno per tutto il primo anno di vita ed abituali ad apprezzare cibi poco salati ( per l’alimentazione dei bambini leggi e scarica in formato e-book il lavoro della nostra nutrizionista “Come difendere i Tuoi Bambini dalla Cattiva Alimentazione“)
- Latte e Yogurt sono una buona fonte di calcio con pochisismo sale
- I formaggi stagionati sono più ricchi di sale di quelli freschi
- Se mangi un panino preparalo con alimenti a basso contenuto di sale
- SPUNTINO O MERENDA : Frutta o spremute sono ottime alternative agli snack salati
- Nell’attività sportiva leggera reintegra i liquidi perduti con la sudorazione con semplice acqua
- Se proprio trovi un menù insipido: solo un pizzico di sale, ma iodato* ti aiuterà
Al supermercato, non trovi più solo il sale grosso e il sale fino, ma anche il sale integrale, il sale rosa dell’Hymalaya, il sale grigio dell’Atlantico, il sale Mothia del mediterraneo e il sale iodato, oltre a numerosi sostituti sui quali si crea non poca confusione, dalla salsa di soia al gommasio di cui parleremo nelle prossime newsletter.
- Galmour & Salute@@@ C uocere e insaporire i cibi con le piastre di salgemma Hymalaiano
- +Salute@@@ Meno sale per Guadagnare Salute: il pane mezzo sale
- - prodotti raffinati@@@ No ai prodotti raffinati nel sacchetto della spesa
- Il Decalogo@@@Per una sana alimentazione
- Gastronomia Metabolica@@@Il dessert per chi non vuole rinunciare ai dolci
- Ricetta di stagione@@@ Insalata primaverile di cous cous fagiolini e pollo
In occasione della Giornata Mondiale della Tiroide ( 23 maggio 2012) il Ministro della Salute prof. Renato Balduzzi ha inviato un messaggio di cui pubblichiamo un estratto:
“…L’importanza dello iodio e della sua assunzione indispensabile con la dieta ormai è una informazione nota a tutti: in molti Paesi del mondo, tra cui l’Italia, lo iodio è presente in quantità così esigue nel suolo, nelle acque e negli alimenti, che il fabbisogno minimo giornaliero necessario per una normale attività tiroidea non può essere soddisfatto.
L’impatto che le patologie tiroidee hanno sulla popolazione italiana è significativo: più del 10% della popolazione si ammala di gozzo. Dato ancor più preoccupante è quello riguardante la popolazione giovanile residente in alcune aree del Paese dove il il gozzo può superare la prevalenza del 20%.Ci sono quasi 30 mila ricoveri ordinari con diagnosi di gozzo semplice, cioè quasi 50 ricoveri ogni 100 mila abitanti, con un impatto economico stimato in oltre 150 milioni di euro all’anno.
Il Ministero della Salute, nell’ambito dei suoi compiti istituzionali, è da anni impegnato per realizzare un’efficace iodoprofilassi, quale importante misura preventiva di sanità pubblica.
Sono lieto di comunicare che, nell’ambito delle attività finalizzate alla promozione della corretta alimentazione, il mio Dicastero ha avviato una serie di azioni per rilanciare con rinnovato entusiasmo il concetto di iodoprofilassi.
Attualmente è in corso un intervento di modifica della legge n. 55 del 2005 che ad oggi non prevede sanzioni agli obblighi previsti; in particolare sono state inserite sanzioni (da € 1.000,00 a € 10.000,00) in caso di mancata disponibilità di sale iodato nei punti vendita; mancata disponibilità di sale iodato nell’ambito della ristorazione pubblica, quali bar e ristoranti e di quella collettiva, quali mense e comunità; mancata esposizione della locandina informativa negli esercizi di vendita in prossimità degli espositori.
Inoltre è in corso di emanazione un provvedimento che definisce una nuova locandina da esporre negli scaffali di vendita del sale, come remind per il consumatore sull’utilizzo del sale iodato.
Accanto a questa iniziativa, stiamo realizzando ulteriore materiale informativo, con collaborazione delle Regioni e delle Società scientifiche, sia per i consumatori che per gli operatori di settore, in particolare la Grande Distribuzione Organizzata, per una azione di sensibilizzazione all’acquisto di sale iodato.
Giornate come quella di oggi, che affrontano la problematica sotto gli aspetti clinici, sociali e preventivi, rappresentano uno stimolo anche per le Istituzioni che possono essere incentivate a calibrare in senso migliorativo le politiche nutrizionali del Paese.
Un pensiero particolare, voglio rivolgerlo alle donne che sono al centro di questa giornata di riflessione, poiché in determinati momenti fisiologici, quali la gravidanza e l’allattamento sono particolarmente esposte ad una carenza nutrizionale di iodio con ripercussioni negative sulla salute e qualità di vita…”
Vai al sito dell’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia (OSNAMI)
Approfondisci il tema della Giornata Mondiale sulla Tiroide sul sito dell’AIT
Sono andata a un incontro al Cibus, nell’ambito di PIaneta Nutrizione, su linee guida, protocolli e modalità di somministrazione della VLCD ( Very Low Calorie Diet) nella terapia dell’obesità.
“Per dimagrire occorre diminuire l’introito calorico e/o aumentare il dispendio energetico”. Questo è il principio base delle diete VLCD.
Le diete VLCD sono diete a bassassissimo contenuto calorico, somministrate da dietisti e medici, a seconda delle necessità del paziente, solitamente obeso o in sovrappeso.
Da osservare che per diete di questo tipo dove l’apporto di calorie è davvero basso, sono da evitare pericolosi fai da te onde evitare danni e rischi pericolosi per la propria salute.
Nell’incontro di Pianeta Nutrizione è intervenuto il Dr. Giuseppe Castaldo della Unità Operativa di Dietologia e Nutrizione Clinica dell’AORN “SG Moscati” di Avellino che ha illustrato il Metodo Amin Biodiet®, un metodo di trattamento dietetico delle adisposità generalizzate e anche localizzate, perché anche se il metodo VLCD nasce per soggetti obesi, il dr. Castaldo ritiene che sia utile anche per chi abbia adiposità localizzate, ovviamente adattato sulle necessità del soggetto e rispettando i protocolli di sicurezza.
In questo post vi illustrerò in sintesi il metodo, i protocolli di sicurezza e le controindicazioni. Per quanto mi riguarda visto che ho un leggero eccesso di peso preferisco intervenire in maniera più naturale seguendo i principi della Gastronomia Metabolica o di una cucina naturalmente sana, evitando grassi e zuccheri in eccesso, che non stravolgono per un breve periodo di tempo le mie abitudini alimentari e che nel lungo periodo mi hanno portato a risultati duraturi. La valutazione è vostra e soprattutto del vostro medico nutrizionista o dietista e in relazione alla vostra problematica.
Il metodo Amin Biodiet® è composto di 3 fasi:
1. LA DIETA OLOPROTEICA
2. LA DIETA DISSOCIATA INTEGRATA
3. LA DIETA MONOPIATTO DI TIPO MEDITERRANEO
La novità rispetto alle altre diete VLCD è l’introduzione di un protocollo rigido di sicurezza che protegge la massa magra minimizzandone la perdita e l’assunzione di integratori amminoacidi proteici studiati appositamente . “La pecularità di questa “terapia aminoacida” è quella di ridurre la stimolazione insulinemica ed attivare la produzione del grouth hormon GH ( ormone della crescita)”
“I comportamenti individuali errati causano il 50% delle malattie - ha dichiarato Fausto Francia, Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Bologna – una alimentazione scorretta è tra i principali fattori di rischio. Da vari anni L’Ausl di Bologna è impegnata nel cercare alleanze per indicare ai cittadini con continuità le scelte giuste per tutelare la propria salute. Quella con Confcommercio Ascom Bologna è fondamentale perché la rete di vendita è capillare ed è costituita da professionisti del settore che hanno interesse a soddisfare i clienti fornendo un servizio di qualità che comprenda anche un orientamento salutare alle scelte alimentari dei consumatori”.
Nell’ambito di questa campagna rientra anche l’operazione Pane Mezzo Sale, cioè in 22 panifici di Bologna e provincia i consumatori potranno acquistare pane a ridotto contenuto di sodio.
Numerosi studi hanno dimostrato che vi è uno stretto legame tra quantità di sale assunta
con la dieta e pressione arteriosa.
L’eccessivo consumo giornaliero di sale è, uno dei principali responsabili dell’insorgenza
d’ipertensione arteriosa che causa patologie dell’apparato cardiovascolare.
Consumare la giusta quantità di sale aiuta il funzionamento del cuore, a mantenere
le arterie sane e aumentare la resistenza dell’osso.
Con Salute In Cucina il nostro desiderio è rendere PoP, nel senso di popolari e accessibili a tutti, informazioni scientifiche legate al mondo della nutrizione e dell’alimentazione, accompagnandole con gustose ricette di cucina sana affinché la ricerca di uno stile alimentare e di vita salutare non diventi ossessione. Noi non ci nutriamo soltanto di proteine, carboidrati, minerali ma anche di emozioni, sensazioni, idee. Diciamo no alle diete di 21 giorni o restrittive perché non crediamo negli estremismi in nessun ambito, perché crediamo che per essere felici e in forma sia bene ricercare l’equilibrio, accettare di perderlo sì, ma con buon senso. Ormai è provato che diete mordi e fuggi non portano effetti durevoli e che ciò che conta nella ricerca del giusto peso è lo stile di vita che scegliamo ogni giorno.
Parleremo di Salute&Alimentazione PoP – come l’ha definita Giovanna, mia amica e socia- per spiegare l’importanza di scelte alimentari e nutrizionali semplici, salutari e e divertenti e rimandiamo al vostro medico e nutrizionista per ulteriori informazioni e approfondimenti.
Così sono semplici le indicazioni dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione):
1. Controlla il peso e mantieniti sempre attivo
2. Più cereali, legumi, ortaggi e frutta
3. Grassi: scegli la qualità e limita la quantità
4. Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: nei giusti limiti
5. Bevi ogni giorno acqua in abbondanza
6. Il Sale? Meglio poco
7. Bevande alcoliche: se sì, solo in quantità controllata
8. Varia spesso le tue scelte a tavola
9. Consigli speciali per persone speciali: alimentazione per ogni periodo di vita, dai bambini alle donne in menopausa.
10. La sicurezza dei tuoi cibi dipende anche da te
La drukoressia è a tutti gli effetti un disordine alimentare che va ad affiancarsi a anoressia e bulimia.
L’allarme drunkoressia fu lanciato nel 2011 dall’associazione consumatori Codici ma il fenomeno sta diventando sempre più diffuso anche in Italia
Con il termine drunkoressia si identifica quel disturbo del comportamento alimentare per cui si mangia sempre meno fino a digiunare per poter bere più alcol e non assumere troppe calorie.
A rischio sono i giovani e soprattutto le ragazze anche le più insospettabili, brave a scuola, appassionate di palestra e di cibi ipocalorici.
In caso di drunkoressia, o di altri disordini del comportamento alimentare, è necessario rivolgersi al più presto a un centro specializzato in disturbi del comportamento alimentare o al proprio medico. I rischi per la salute possono essere gravi.
La drunkoressia va parte dei disturbi alimentari aspecifici (EDNOS-Eating disorder not otherwise specified) tra i quali segnaliamo esistono anche la pregoressia ( non voler aumentare di peso durante la gravidanza) e l’otoressia ( ossessione del cibo sano) e l’anoressia atletica ( fare moltissimo sport a ritmo non umano per non ingrassare).
Bambini e obesità: il punto a Pianeta Nutrizione (Cibus 2012)
di Giovanna Fiorentini
Sovralimentazione è la parola da tenere d’occhio nel 2012 quando si parla di bambini e di alimentazione.
Durante le giornate di Pianeta Nutrizione al Cibus di Parma, più di un esperto ha indagato su quali le cause e le soluzioni per i nostri bimbi in fatto di cibo.
Lungo e difficoltoso “curare” l’obesità e le malattie ad essa connesse, quindi la parola d’ordine è PREVENIRE sin dalla nascita dei nostri piccoli.
Cibo genuino e vario, allattamento al seno, qualità dei cibi e delle proteine assunte, uso attento della tv, incentivare il modo attivo di spostarsi (togliere ai 3 anni il passeggino), fare giochi di movimento preferibilmente all’aria aperta e osservazione della crescita in rapporto peso/altezza.
Una sorta di piano integrato che coinvolge tutti dai genitori ai pediatri di famiglia fino alle scuole d’infanzia e primarie.
Dalle scelte alimentari emozionali alla condivisione della spesa.
Ci ha raccontato la sua esperienza Sabine Eck, medico esperto in medicina naturale.
Leggi l’intervista di Giovanna Fiorentini “Perché i bambini non mangiano frutta e verdura cliccando qui”
Nonostante la crisi, le 2300 aziende alimentari italiane che hanno esposto al Cibus hanno presentato molti nuovi prodotti. Le tendenze sono riassumibili in una accentuata ricerca della qualità, nei segni distintivi dell’italianità del prodotto (importanti anche per l’export), nella creazione di linee più salubri, quindi con meno grassi, meno sale etc, fino a quelli di rapida cottura o già pronti, per un consumatore che ha poco tempo o voglia di cucinare.
Innumerevoli i nuovi prodotti di taglio salutista. Per esempio le palline di mais cotte al forno prive di coloranti e conservanti, senza glutine, senza glutammato, con sale iodato e ricco di omega 3, ed una quantità di grassi saturi inferiore di 7-8 volte rispetto agli snack tradizionali. Molte le aziende che hanno presentato prodotti con sale iodato protetto che, grazie ad un progetto di ricerca con l’Università di Bologna, garantisce il mantenimento costante del tenore di iodio anche dopo la cottura e nelle diverse fasi delle preparazioni alimentari. E ancora, la mozzarella di bufala DOP senza lattosio e il dolcificante d’origine naturale realizzato con foglia di stevia, naturalmente dolce.
Molto interesse hanno anche riscosso le piastre realizzate con blocchi di salgemma himalayano per la cottura che hanno la particolarità di evitare di bruciare gli alimenti, perché sul sale non si può formare carbonio nero. I cibi cuociono per osmosi e allo stesso tempo si insaporiscono. Come cuocere i cibi con la piastra di sale? Bisogna seguire le indicazioni del produttore. Alcuni consigliano di scaldarla in forno lentamente, altri sulla fiamma con un porta piastra o una pentola antiaderente da entrambe i lati e poi una volta calda viene utilizzata per al cottura dei cibi ( verdure, carne, pesce). Il consiglio è di non scaldare le piastre troppo in fretta per evitar elo schok termico, di non lavarle quando sono ancora calde, di pulirle con una spugnetta o straccio umido, di usare piastre differenti epr carne e pesce, di non usare detersivi per la pulizia. La potete comprare su questo sito a 10 euro. Continua a leggere lenuove tendenze dal Cibus 2012
Si è tenuto ieri a Cibus il concorso ALMA Caseus, dedicato al patrimonio dei formaggi italiani, promosso da ALMA, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana. Carlo Piccoli, mastro casaro della Latteria Perenzin di Vittorio Veneto, è il vincitore della sezione Professionisti. A decidere la gara è stato l’esito delle cinque prove che si sono svolte: test di cultura sulla conoscenza del mondo dei formaggi italiani; degustazione alla cieca di cinque bocconcini di formaggio; allestimento di un banco vendita utilizzando 10 formaggi italiani DOP e cinque formaggi italiani non DOP; taglio di precisione, senza l’uso di bilancia; presentazione di un formaggio a scelta.
Dei prodotti italiani a denominazione d’origine, sempre più conosciuti ed apprezzati nel mondo, si è parlato ieri nel convegno su “Il valore dell’origine geografica” organizzato da Aicig, la Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche. Tra i nuovi prodotti che hanno ottenuto la denominazione d’origine ci sono il Limone di Rocca Imperiale (Cosenza) dal profumo forte ed intenso; l’olio extravergine Vulture di Potenza; la Cinta Senese, carne suina toscana particolarmente adatta per prodotti di salumeria; la Susina di Dro, Taranto.
IL FORMAGGIO CHE FA BENE A CORPO E ANIMA
SARA’ PRODOTTO ANCHE CON MENO SALE
Bilancia, fegato, anima e da oggi anche cuore.
Il Pecorino Romano Dop fa meglio alla salute, grazie anche ad una nuova gamma con meno sale annunciata oggi a Cibus dal Consorzio del Pecorino Romano. “Si tratta – ha detto il presidente del Consorzio, Gianni Maoddi – di un pecorino speciale, che manterrà la Dop: avrà un livello massimo di sale del 5%, ma arriverà a breve anche al 4%. La nuova produzione sarà riconoscibile attraverso un’etichetta del Consorzio che garantirà al consumatore queste caratteristiche”.
In produzione entro il 2012 accanto a quello tradizionale, il nuovo Pecorino sarà più dolce e gradevole, mantenendo inalterati i suoi elementi distintivi. Andrà così incontro alle esigenze del mercato interno – che chiede un prodotto meno saporito – e al tempo stesso soddisferà le linee guida del Ministero della Salute, che consigliano un uso moderato del sale. “Ottanta grammi di questo Pecorino Romano Dop in abbinamento alla verdura o alla frutta – ha spiegato la nutrizionista Samantha Biale – possono essere una valida alternativa alla carne o al pesce anche per chi vuole fare pasti più bilanciati in sodio. In questo modo potranno concederselo con più tranquillità due o tre volte a settimana”.
Il Pecorino si aggiudica anche il titolo di formaggio calma nervi: la felicità è l’ultima conquista del formaggio che vanta già una carta d’identità sorprendentemente salutista. Recenti studi pubblicati sulla rivista Biological Psychiatry rivelano infatti le qualità antistress del formaggio tra i più antichi al mondo. Merito del “triptofano”, di cui il pecorino è ricchissimo, sostanza che stimola la produzione nell’organismo di serotonina in grado di ridurre nervosismo e aggressività.
Tra i segni particolari del Pecorino, oltre al gusto universalmente riconosciuto e apprezzato, un alto grado di digeribilità (il latte ovino a differenza di quello vaccino, ha micelle di grasso più piccole ed è più digeribile) e una stagionatura che lo rende adatto anche agli intolleranti al lattosio. Non solo. La presenza nel pecorino di acido linoleico, derivato dall’allevamento degli ovini allo stato brado, lo rende un ottimo antiossidante con proprietà antiarteriosclerosi e addirittura anticancerogene (studi dell’US National Academy of Sciences e il National Cancer Institute). La nutrizionista Samantha Biale, ospite del pranzo salutare organizzato a Cibus dal Consorzio, vede nel formaggio romano un prezioso alleato per un’alimentazione equilibrata e sana: “È perfetto per tutti, pure per i bambini, ideale anche come snack: 20 grammi abbinati ad un frutto (una prugna o un’albicocca secca) soddisfano le esigenze nutrizionali di uno spuntino a metà giornata”.
Indispensabile anche per le donne in gravidanza, momento in cui il fabbisogno di calcio è di 1200 mg al giorno (pari a 1,2 litri di latte) e dove, per garantirsi una scorta giornaliera di calcio, è indispensabile associare a 2 dosi di latte e una di yogurt, 50 gr di pecorino durante uno dei pasti. A sorpresa, il Pecorino può essere anche un alleato della dieta: secondo uno studio della Ben-Gurion University, pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition, il calcio induce infatti una migliore risposta metabolica e quindi un dimagrimento più rapido (pari circa al doppio) rispetto a chi limita il consumo dei latticini. A questo si aggiunge l’azione della particolare tipologia di proteine dei formaggi che saziano presto e frenano l’appetito eccessivo.
Professor Faldella* ci suggerisce alcune regole semplici e basiche per i nostri bambini da applicare tutti i giorni?
La regola base quella di variare, mangiare cibo genuino e lasciare molta liberà ai bambini nelle porzioni.
Fondamentale è la ripartizione del cibo durante il giorno: 4/5 pasti/spuntini ripartiti in 3 pasti
principali e 2 merende. Sono da evitare gli snack fuori pasto e a ripetizione.
Anche le merende necessitano di orari più o meno definiti.
Sarebbe molto importante da parte degli adulti evitare di solleticare i bimbi a consumare cibi in continuazione e poco salubri.
Non ha senso proporre poi negare. Un esempio sono le caramelle. Il vecchio detto “Lontano dagli occhi, lontano da … tutto” si può
applicare anche in questo campo.
Importantissimo non tenere la dispensa carica di prodotti che poi i bimbi non dovrebbero mangiare.
L’educazione alimentare passa anche dalla sobrietà.
E le porzioni? In che modo i bambini vanno lasciati liberi?
Leggi tutta l’intervista al prof. Faldella sull’ABC alimentare dei bambini
Intervista di Giovanna Fiorentini alla dottoressa Elisa Marcato, farmacista, dietista e soprattutto mamma.
Mamma e dietista.
Come si coniugano i due aspetti?
Direi bene, diciamo che sono una mamma attenta a quello che mangia suo figlio, ma in casa sono soprattutto la mamma non la dietista. Sono facilitata dal fatto che mio figlio gode di buona salute, ha un appetito assolutamente nella norma, poi certo ci sono cibi che ama e altri no. L’importante è che assaggi.
Sempre più di frequente mi capita di andare a feste dove i bambini si nutrono di bomboloni, salsicce, patatine e Coca coca. Come si può far mangiare bene i nostri bambini?
Se i bambini mangiano certi cibi è perchè qualcuno glieli compra. La prima regola è evitare di acquistare determinate cose, se in casa non ci sono è molto difficile che si possano mangiare.
La buona alimentazione parte dalla spesa. In seconda battuta conta molto dare l’esempio, dipende da cosa mangiano e come mangiano i genitori.
Se le abitudini sono corrette ci stanno anche le eccezioni: ad una festa ci sta che ci siano dolci e bibite.
Quelli che hai citato sono alimenti che hanno un grande difetto, sono altamente appetibili ma poco sazianti, insomma fatti apposta perché si mangi in continuazione.
Tuo figlio mangia frutta e verdura? Quali sono i modi per far appassionare i bambini a questi cibi?
Mio figlio mangia la frutta anche se non tutti i tipi e fa più fatica con le verdure, ma adora il passato di verdura e con quello cerchiamo di compensare.
Per la legge del contrappasso so per certo che all’asilo assaggia e mangia di tutto…
Eh sì, non potevo credere nemmeno io a quello che stavo sentendo, ma è tutto vero.
Fin dalla nascita siamo dotati di un patrimonio di germi intestinali, 1 chilo grammo e mezzo circa in età adulta, che altro non è che il Gut Microbiota - dove “gut” sta per intestino e “microbiota” per flora. Il Gut Microbiota si acquisisce nei primi anni di vita ed è immodificabile. La quantità dei germi/batteri che abbiamo nell’intestino è di molto superiore a quella che abbiamo sulla pelle o nelle vie respiratorie. I batteri hanno funzioni molto importanti per il nostro intestino e la salute del nostro corpo in generale.
A farmi scoprire l’esistenza del Gut Microbiota è stato il prof. Giovanni Gasbarrini (Cattedra di Medicina Interna Università Cattolica, Roma) nel corso dell’intervento da lui tenuto durante il convegno per la Giornata Nazionale per la lotta alla Trombosi, tenutosi a Bologna.
Come sapete la flora batterica e la sua composizione è molto importante per la salute del nostro organismo e non possiamo permetterci che il Gut Microbiota si modifichi irrimediabilmente.
Il segreto secondo il professore è allearsi con i germi e quindi “nutrirli” in modo che gli stessi non ” si mangino l’intestino”, partendo con la prima colazione dove è importante mangiare molte fibre, e riducendo il sale che è fattore di incremento della flora batterica. Importante è seguire una dieta mediterranea perché molti alimenti di questa dieta hanno lactobacillus, la cui funzione protettiva è orami nota.
Approfondiremo nei prossimi post il tema del Gut Microbiotico e le sue importanti funzioni.
Cresce ancora la domanda di food proveniente da tutto il mondo mentre si contrae la domanda interna. I dati sono stati forniti nell’ambito della presentazione alla stampa della prossima edizione di Cibus 2012, 16° edizione del Salone Internazionale dell’alimentare italiano che si terrà dal 7 al 10 maggio a Parma.
La domanda di cibo made in Italy cresce non solo nei Paesi tradizionali importatori di cibo italiano, come la Germania o gli Usa, ma anche nei Paesi emergenti: 300 milioni di indiani benestanti consumano pasta, olio e formaggi italiani; in Brasile proliferano i ristoranti italiani e nei negozi crescono i consumi di pasta, salumi, formaggi, pizza e gelato; la Russia, che importa il 40% del proprio fabbisogno alimentare compra fortemente italiano; l’occidentalizzazione delle abitudini alimentari tocca anche milioni di cinesi e vietnamiti.
L’export dell’industria alimentare non a caso è cresciuto del 10,3% nel 2011 e le previsioni per il 2012 sono buone. Inoltre le aziende Italiane tengono anche le quote sul difficile mercato interno e portano la bilancia commerciale dei prodotti tipici del made in italy ad un saldo positivo di 7 miliardi di Euro.
Ma il mantenimento di questi tassi di crescita dipenderà da vari fattori: dalla coesione dell’intera filiera agroalimentare, dalla integrazione delle attività mirate all’internazionalizzazione di enti governativi e non, dalla capacità di veicolare i prodotti italiani nella grande distribuzione estera, dai risultati della lotta contro i prodotti imitativi, il cosiddetto “italian sounding”.
Leggi tutto il comunicato stampa della presentazione di Cibus 2012
Intervista al prof. Sergio Coccheri, professore di Medicina Cardiovascolare all’Università di Bologna e vice presidente nazionale di ALT: 1° parte cos’è la trombosi e quali patologie sono ad essa collegate e quale prevenzione. L’importanza della corretta alimentazione.
Leggi l’articolo sulla 1 giornata nazionale contro la trombosi
Il 18 aprile la prima giornata nazionale per la lotta alla trombosi – A Bologna i medici specialisti in un incontro sulla prevenzione
La prevenzione della Trombosi passa anche per una corretta alimentazione, basata sulla dieta: legumi, cereali non raffinati, frutta e verdura in quantità, olio d’oliva e consumo moderato di vino durante i pasti principali. Ma nonostante le costanti raccomandazioni in questo senso di medici e dietologi, la dieta mediterranea è sempre meno seguita in Italia, e rischia di essere definitivamente affossata dalle conseguenze della crisi economica.
In Italia ogni anno si verificano circa 180.000 nuovi casi d’infarto cardiaco o malattie coronariche, 120.000 di ictus cerebrale e 60.000 di embolia polmonare.
La Trombosi, cioè la formazione di uno o più coaguli di sangue nella circolazione, è il loro principale meccanismo determinante. Globalmente, le malattie cardiovascolari causano almeno il 44% di tutti i decessi. La maggioranza dei soggetti colpiti, se tempestivamente curati, superano l’episodio acuto, ma rimangono più esposti a recidive, a un peggioramento della qualità della vita, e all’invalidità.
Si può dire, dunque, che la Trombosi è causa prima di un gran numero di decessi ed invalidità, e questo è il motivo principale per cui è stata organizzata la prima Giornata nazionale di Lotta contro la Trombosi da ALT, Associazione per la Lotta alla Trombosi, col patrocinio del Ministero della Salute. La giornata, che si terrà il 18 aprile 2012 e prevede eventi nelle principali città italiane, ha l’obiettivo di informare gli italiani, chiarendo la relazione tra trombosi, infarti e ictus.
In occasione della giornata bolognese contro la lotta alla Trombosi ,medici e specialisti illustreranno il 18 aprile il rapporto tra buona alimentazione, corretto stile di vita e trombosi, perché la trombosi è una delle poche patologie che davvero può essere drasticamente ridotta con la prevenzione.
“Soltanto attraverso la prevenzione – ha spiegato in conferenza stampa il prof. Sergio Coccheri, professore di Medicina Cardiovascolare all’Università di Bologna e vice presidente nazionale di ALT - possiamo sperare di ridurre drasticamente la frequenza e la gravità della trombosi e delle conseguenti malattie cardiovascolari. Si stima che una prevenzione efficace sia capace di ridurre i casi di trombosi di almeno il 50%. Cardine della prevenzione, che naturalmente va iniziata prima che si manifestino sintomi di malattia, è la correzione di errori nel nostro stile di vita (fumo, inquinamento, sedentarietà, stress) e soprattutto nella nostra alimentazione”.
Coccheri ha anche chiarito alcune caratteristiche della Trombosi, considerato che spesso si confondono con altre patologie: l’infarto del cuore è quasi sempre dovuto a una trombosi che occlude le arterie coronariche; l’ictus cerebrale è spesso causato da trombosi delle carotidi o di altre arterie cerebrali; l’embolia polmonare è prodotta da frammenti di coagulo che partono dalle vene delle gambe e migrano ai polmoni.
“La dieta mediterranea rischia l’estinzione – ha commentato il prof. Giovanni De Gaetano Direttore della Fondazione di Ricerca e Cura “Giovanni Paolo II” di Campobasso e membro del Consiglio Direttivo di ALT – la crisi economica degli ultimi anni sta infatti minacciando seriamente la sopravvivenza di questo modello alimentare salvavita i cui elementi fondamentali (frutta, verdura, pesce e via dicendo) sono diventati quasi un bene di lusso che non tutti possono permettersi di acquistare ogni giorno. Quali saranno le conseguenze sulla trombosi e le malattie ad essa correlate è facile immaginare. Proprio perché le virtù salutistiche della dieta mediterranea assicurano una protezione dal rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, alcuni tipi di tumore e anche patologie neurodegenerative. E tutto questo avviene mentre la dieta mediterranea sta diventando un modello alimentare in tutto il mondo ed è stata riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco”.
Cosa si intende per sana e corretta alimentazione? Gli esperti di ALT hanno così sintetizzato le loro raccomandazioni:
Leggi il decalogo di una sana e corretta alimentazione
Il latte crudo, se non pastorizzato va bollito. Il Ministero della Salute ha inviato una comunicazione alla Federazione italiana medici di medicina generale e alle Federazioni mediche e Società scientifiche di pediatria e neonatologia per segnalare alcuni casi di sindrome emolitico-uremica (SEU) associati a infezione da E. coli produttore di verocitotossina (VTEC) in pazienti di età pediatrica, probabilmente acquisite attraverso il consumo di latte crudo (non pastorizzato) contaminato. Il Ministero ha chiesto di diffondere la nota ai medici di medicina generale e ai pediatri perché sensibilizzino genitori e pazienti sulla problematica, informandoli sulla necessità di bollire il latte crudo prima di un eventuale consumo.
Come è noto, il Ministero della Salute ha stabilito con l’ordinanza ministeriale del 10 dicembre 2008 (il cui termine di validità è stato recentemente prorogato al 31 dicembre 2012) che il latte crudo deve essere venduto attraverso distributori automatici, appositamente registrati e controllati dalle Asl, che devono riportare correttamente l’indicazione che il latte crudo è da consumarsi previa bollitura, mentre in caso di cessione diretta è il produttore che deve obbligatoriamente informare il consumatore su tale modalità di consumo.
La bollitura è indispensabile per eliminare l’eventuale presenza di agenti patogeni che possono essere presenti nel latte crudo anche se questo viene prodotto nel totale rispetto delle norme: i pur rigorosi controlli sul latte e sugli allevamenti, da soli, non possono garantirne la completa sicurezza, come invece può fare il processo di bollitura.
Consulta la nota del 27 marzo 2012
(tratto dal sito del Ministero della Salute)
Manca poco all’inaugurazione del Cibus 2012, alla sua sedicesima edizione (Parma 7-10 maggio 2012).
Tra le novità, oltre al rinnovato quartiere fieristico e al fotovoltaico si segnalano
le sezioni Cibus Organic dedicata ai prodotti biologici, Cibus Frozen, dedicata ai surgelati,
Micromalto con i birrifici artigianali e l’attualissimo “Venditalia Self Expo”
dedicato ai negozi automatizzati che vediamo spuntare nelle nostre città. Leggi tutto l’articolo su Cibus 2012
PIANETA NUTRIZIONE A CIBUS 2012: L’IMPORTANZA DI UN’ALIMENTAZIONE CORRETTA
Dall’obesità infantile alle differenti esigenze nutrizionali del maschio e della femmina, dall’alimentazione come elisir di lunga vita all’integrazione anti-aging, dall’etichettatura e i claims pubblicitari alle sinergie nutrizionali e di allenamento per la forza.
Sono questi i principali argomenti che verranno trattati all’interno della terza edizione
di Pianeta Nutrizione (dal 7 al 10 maggio 2012), Forum multidisciplinare sulla Sana e Corretta Nutrizione,
protagonista anche quest’anno al Cibus di Parma.
Al Forum cui partecipano medici, nutrizionisti e società scientifiche, coordinati dai
Presidenti del Comitato Scientifico: il Prof. Michele Carruba (Università di Milano) e il Prof.
Sergio Bernasconi (Università di Parma).
Nell’edizione 2012 si affronteranno i temi:
- della “nutrizione di genere”, con un’analisi delle DIFFERENZE TRA MASCHI E FEMMINE nel modo di alimentarsi e le possibili conseguenze sulla salute e sulla riproduzione sia maschile che femminile;
- dell’OBESITÀ INFANTILE, problema di cui noi di saluteincucina.it ci siamo occupati a lungo ( Come difendere i tuoi bambini dalla Cattiva Alimentazione ): ricordiamo che secondo studi epidemiologici l’Italia risulta essere al primo posto in Europa per sovrappeso ed obesità e che un bambino obeso ha 80 probabilità su 100 di essere obeso da adulto. Per questo è di fondamentale importanza l’educazione alimentare fin da dai primi anni di vita;
- della SANA NUTRIZIONE, ELISIR DI LUNGA VITA. Un’alimentazione non corretta è direttamente o indirettamente tra le cause di malattie che riducono le aspettative di vita: tra queste, le più importanti sono sicuramente le malattie cardiovascolari, malattie metaboliche, il diabete e i tumori. Nell’ambito di Pianeta Nutrizione verranno presentati studi clinici che dimostreranno come una sana alimentazione possa contribuire ad allungare sia le aspettative che la qualità della vita stessa;
continua a leggere i temi trattati in Pianeta Nutrizione 2012
Vi ho già postato un articolo su come evitare i piccoli errori giornalieri della dieta che vi portano ad aumentare di peso dove indicavo la regola n. 1 da seguire per eliminare i grassi in eccesso,
sia nel piatto che nel corpo. Oggi vi posto un estratto sugli ACETI AROMATICI della nuova pubblicazione de Le Guide di SaluteInCucina.it : I Quaderni de La Gastronomia Metabolica.
Qui potete trovare metodologie scientificamente sperimentate e approvate per una cucina con pochi o senza grassi.
La Gastronomia Metabolica introduce una vera e propria rivoluzione in cucina e nel mondo della Gastronomia, ovvero dell’arte di cucinare.
Con le tecniche e le indicazioni contenute sul sito della GM e nei Quaderni della GM
imparerai a mangiare bene e con gusto, proteggendo la tua salute, non accumulando peso, raggiungendo il giusto peso.
In questo modo eviterai di passare da una dieta a un’altra, tra insuccessi e frustrazioni.
Se sei dimagrito e continui a mangiare come prima e non controlli il tuo peso allora sai già che i tuoi sforzi non sono serviti a nulla.
Un impegno è richiesto anche nella Gastronomia Metabolica, come in tutte le cose, ma sarà un impegno unito al divertimento, al soddisfacimento del gusto e i risultati saranno duraturi.
Se ti impegni seguendo le indicazioni della Gastronomia Metabolica,
cambierai la tua mente, acquisendo consapevolezza su come, perchè mangi e perché si accumula peso, danneggiando direttamente o indirettamente la propria salute.
Capirai anche di come sia facile ridurre grassi e calorie senza pregiudicare il gusto.
Ti sentirai sazio e appagato, senza sensi di colpa.
Immagine insalata: nokhoog_buchachon / FreeDigitalPhotos.net
Ne parliamo con la Dott.ssa Emilia Guberti, Direttrice del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell’Azienda USL di Bologna
Un’alimentazione equilibrata , dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo, associata ad un’adeguata attività fisica è essenziale per mantenere salute e benessere a tutte le età.
” Se è importante mangiare la mela. Noi lavoriamo perché questa mela tu la possa mangiare con sicurezza ovvero curando sia l’aspetto igienico che nutrizionale dell’alimentazione, in un’ottica complessiva di salute”
Con queste parole la dottoressa Emilia Guberti, ci introduce alle attività dell’Unità Operativa Igiene Alimenti e Nutrizione da lei diretta che ha tra le finalità, oltre al controllo sull’igiene degli alimenti e la formazione degli operatori del settore alimentare, anche quella di monitorare stato di salute, abitudini alimentari dei cittadini e promuovere un’alimentazione protettiva per la salute .
L’alimentazione ha grande importanza nella prevenzione delle malattie cardiovascolari (infarto, ictus) diabete e diversi tipi di tumore responsabili di oltre i due terzi delle cause di morte e di perdita di anni di vita in buona salute.
Fra le principali condizioni di rischio per l’insorgenza di tali malattie vi è l’obesità che negli ultimi 20 anni in Italia è aumentata del 20%. Particolare attenzione va posta al problema dell’obesità infantile, per cui l’Italia occupa i primi posti in Europa, non solo perché i ragazzi rischiano di diventare adulti obesi, coi relativi problemi di vissuto corporeo, ma anche per l’aumentato rischio di contrarre in giovane età la sindrome metabolica caratterizzata da ipertensione, intolleranza ai glucidi, dislipidemie, condizione ad elevato rischio cardiovascolare.
“Attraverso l’attività di sorveglianza nutrizionale, attiva in provincia di Bologna dal 2000, – continua la dott.ssa Guberti – cerchiamo si capire come stanno i nostri bambini.
Dopo una crescita del soprappeso nella popolazione infantile bolognese stimata intorno al 16% negli ultimi 30 anni, i risultati della sorveglianza OKkio 2010 sembrano evidenziare un’inversione di tendenza in provincia di Bologna, a fronte di un trend generale in crescita ( sino al 34-5% in alcune regioni del sud). La realtà bolognese registra un eccesso ponderale ( soprappeso e obesità) pari al 25% che si colloca, come l’Emilia Romagna, al di sotto della media nazionale (31%). Resta, comunque, ancora molto lavoro da fare ma riteniamo di avere imboccato la strada giusta. Leggi tutto l’articolo seguito da 10 consigli per i bambini sulle Buone Abitudini Alimentari
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Mangia meno insaccati! In questo modo non solo proteggi te e la tua famiglia da un eccessivo consumo di conservanti e simili come nitriti, nitrati, solfiti e sale ma salvi anche tanti maiali dal macello, maiali che finiscono letteralmente nei nostri panini. Lo so… il prosciutto o il salame sono irresistibili per molti, non per tutti ovviamente, ma non abusarne è importante e non sempre per una questione di linea. Non aspettiamo che sia un medico a dircelo oppure il nostro stomaco o fegato.
Per quanto riguarda gli additivi, presenti ovviamente non solo negli insaccati ma in molti prodotti industriali, per ragioni che vanno dalla conservazione, all’aspetto, all’aroma etc., bisogna considerare che nel 1965 un decreto ministeriale li chiamava additivi chimici, mentre nel 2003 vengono identificati con un termine più morbido “additivi alimentari”. Certo non tutti gli additivi sono chimici, molti sono “costituenti naturali di alimenti” come ad esempio l’acido citrico, la lecitina, le pectine, i tocoferoli, altri invece no.
Leggiamo cosa indica il Ministero della Salute nella sezione del sito dedicato alla sicurezza alimentare: “gli additivi alimentari sono sostanze ampiamente studiate e documentate sotto il profilo tossicologico e il loro uso è costantemente sotto il controllo di Organizzazioni Internazionali e Nazionali. Per essi è fissata una dose accettabile giornaliera, che rappresenta la quantità di additivo che può essere ingerita giornalmente attraverso la dieta nell’arco di vita senza che compaiano effetti indesiderati; nella preparazione e conservazione degli alimenti è autorizzato l’impiego solo di quelle sostanze esplicitamente elencate in una apposita lista positiva. Il principio autorizzativo della lista positiva è la prima garanzia a tutela del consumatore. L’additivo autorizzato è una sostanza di cui è stata valutata la sicurezza d’uso, di cui sono stati fissati i requisiti di purezza chimica, e comunque è consentito l’uso solo nel caso di documentata esigenza tecnologica: ossia, anche se ritenuto non nocivo, l’additivo non è consentito se non è necessario.”
contributo editoriale di Michela Padovani biologa nutrizionista. Per info e consulenze nutrizione (at) saluteincucina.it
Che il rosso attira l’attenzione e per questo è impiegato nei segnali di pericolo o per segnalare le emergenze è noto da tempo,
ma che questo colore che potesse intrinsecamente addirittura agire riducendo il senso della fame, è davvero una novità.
Questa ipotesi deriva da uno studio condotto da alcuni ricercatori delle Università di Basilea (Svizzera) e Mannheim (Germania),
Oliver Genschow e Leonie Reutner, utilizzando stoviglie di colori diversi per servire bibite zuccherate e snack.
Nel primo studio, che ha coinvolto 41 universitari, i ricercatori hanno osservato che
i ragazzi bevevano circa il 44% di bibite zuccherate in meno quando venivano servite in tazze con bollini rossi anziché blu. E questo indipendentemente da quanto piacesse la bibita.
Nella seconda sperimentazione, effettuata su un centinaio tra uomini e donne, impegnati a rispondere a un questionario, e ai quali veniva data la possibilità di mangiare biscotti a volontà, si è visto che se questi erano collocati su piatti rossi, anziché blu o bianchi, il consumo quasi si dimezzava.
In questa indagine si sono presi in considerazione gli effetti cromatici ma tanti sono gli escamotage da poter applicare per limitarci negli eccessi alimentari ed alcuni di questi sono noti da tempo. Ad esempio, un piatto più piccolo può aiutarci a consumare meno cibo, perché la medesima quantità appare soggettivamente più grande. Oppure, la quantità di sforzo avvertito in un’attività come quella di sgusciare la frutta secca trasmette la sensazione di avere mangiato di più rispetto a quando l’attività motoria per procurarsi il cibo è minore.
In definitiva quindi, è da ritenersi che a livello inconscio percepiamo il colore rosso come un qualcosa a cui fare attenzione e questo può, a tutti gli effetti, divenire un fattore importante da considerare nel caso in cui si voglia ridurre il consumo di cibi e drink dannosi per la salute.
Per maggiori info:
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0195666311006957
Sei uno sportivo? Ti alleni ossessivamente e stai a stecchetto per non prendere chili e correre più leggero?
Mangi un piatto di basta bianca prima di allenarti? Niente di più scorretto.
Sicuramente sai già che l’allenamento fisico non basta per migliorare le tue prestazioni sportive e per mantenere la forma fisica, ma se stai pensando agli integratori ti sbagli ancora.
Seguire una dieta corretta è molto importante per chi fa sport e vuole non solo mantenere la propria forma fisica ma anche migliorare le proprie prestazioni.
In questo articolo scoprirai tutta la verità sulla dieta dello sportivo e perché è meglio privilegiare diete non restrittive ma piuttosto ricche di carboidrati complessi non raffinati e di frutta e verdura fresche.
Per scoprire qual è la dieta più adatta per lo sportivo abbiamo intervistato Luca Speciani, nutrizionista della nazionale italiana di Ultramaratona, ideatore insieme al fratello Attilio della rivoluzionaria Dieta Gift e protagonista dell’iniziativa Correre in Cucina,un ciclo di appuntamenti dedicati a sport e salute in cucina pensati per chi si allena alla Barclays Milano City Marathon, in programma il prossimo 15 aprile 2012, utili anche a tutti coloro che sono interessati alla relazione tra attività fisica e corretta alimentazione.
“Le prestazioni di un altleta che segue una dieta ipocalorica decadono. Noi lavoriamo e cerchiamo di fare cultura in senso contrario. Così nasce la nostra collaborazione con i ristoranti del Gruppo Ethos e l’iniziativa Correre in Cucina” per affiancare all’allentamento fisico una corretta alimentazione.
Secondo Speciani le diete ipocaloriche, orientate al consumo di pochi grassi e calorie, non vanno bene in particolar modo per gli sportivi perché non inducono dimagrimento ma piuttosto deperimento, deperimento dei grassi e dei muscoli, e “il muscolo perso non si recupera più”.
Anche per le persone normali una dieta ipocalorica rischia di non essere funzionale al mantenimento di una buona forma fisica, per non parlare di chi è in eccesso di peso.
Spesso succede che meno mangi più hai fame e più ingrassi.
Le ragioni di questo fenomeno sono da ricercarsi nell’ipotalamo e nei meccanismi che si sono instaurati nell”uomo nel corso della storia.
Secondo i principi della Dieta Gift più che sul controllo stretto delle calorie bisogna ragionare sull’attivazione del metabolismo attraverso il movimento e una alimentazione equilibrata e di qualità, una alimentazione ben distribuita nell’arco della giornata a seconda del fabbisogno energetico ( più energetica la mattina e meno la sera) e ricca di prodotti freschi e integrali.
Secondo Speciani è l’ipotalamo a regolare l’ingrassamento e il dimagrimento.
L’ipotalamo ha un ruolo molto importante nel regolare l’assunzione di cibo in relazione al fabbisogno e al dispendio energetico. Nello svolgere questa funzione regola anche la quantità e l’accumulo di grasso corporeo .
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Il metodo Speciani che cambia per sempre il modo di alimentarsi
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Leggi tutto l’articolo sulla dieta dello sportivo
Lo slogan in inglese è lanciato da NHS Choices, il sito web più grande del Regno Unito finanziato dal ministero della Salute britannico.
Un messaggio immediato e semplice che invita tutti coloro che cucinano per la propria famiglia e per i propri bambini ad introdurre in maniera facile le 5 porzioni giornaliere di frutta e verdura raccomandate da medici e nutrizionisti di tutto il mondo. Dal sito la dietista Azmina Govindji svela alcuni trucchi per introdurre questi preziosi alimenti nella dieta familiare chiaramente adattate all’alimentazione inglese e che quindi data la ricca colazione inglese non va seguita alla lettera.
Ma i suggerimenti sono buoni e si riassumono nell’aggiungere frutta e verdura ad ogni pasto in maniera semplice e divertente se si coinvolgono bambini. A colazione così si aggiungerà frutta ai cereali come banane, fragole o uvetta. Per quanto riguarda i bambini, a parte il break e il pranzo a scuola, di competenza della mensa scolastica, il suggerimento della dietista è di cogliere l’occasione del rientro sa scuola, quando i bimbi sono affamati, per dargli un frutto, come uan banana, una clementina o della frutta secca oppure una carota. Se hanno davvero fame mangeranno altrimenti rifiuteranno.
A cena il consiglio è quello di abituarsi a mettere in tavola almeno 2 tipi di verdura. Meglio non insistere con il bambino per spingere a mangairle ma se lui vede mamma è papà che lo fanno sempre probabilmente finiranno per provarle.Vanno bene anche le verdure cotte, al vapore, al forno ma meglio evitare condimenti grassi e sale extra. Se infine si coinvolono i bimbi nella preparazione della frutta e la verdura prima della cena saranno incentivati a mangiarle. La Govindji dice di far familiarizzare i bambino con i colori e le forme di frutta e verdura il più presto possibile.
Quindi quando programmate la spesa fate mente locale su quanta frutta e verdura volete inserire nella vostra dieta quotidiana. Le indicazioni riguardano persone senza patologie particolari e non sono da sostituirsi a indicazioni/visite di medici e nutrizionisti.
In Italia sono in sovrappeso ben in 4 milioni e 700 mila !
Tra gli adulti 1 su 4 ha problemi di peso e spesso non ne è consapevole.
Per quanto riguarda i bambini i dati non sono meno incoraggianti, visto che il 24% dei bimbi tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso, e il 12% è addirittura obeso.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo.
La relazione tra peso e salute viene studiata da diversi anni e le implicazioni più note sono legate a un maggior rischio di sviluppare patologie croniche come il diabete, malattie cardiovascoalri, alcuni tumori, osteoartriti, ictus..
La relazione tra dieta, nutrizione, stile di vita, fattori ambientali e l’incidenza del cancro e di altre malattie croniche viene costantemente indagata dall’ EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), struttura coordinata dal Dott. Rlio Riboli, Direttore del Reparto di Epidemiologia, Salute Pubblicae Cure Primarie dell’Imperial College di Londra.
Epic è un grande studio sulla relazione tra dieta e salute che ha coinvolto 520.000 persone in 10 stati europei: Danimarca, Francia, Germania, Italia, Grecia, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito. A chi conosce l’inglese consiglio di leggere i risultati dello studio http://epic.iarc.fr/keyfindings.php
Dallo studio e dalle ricerche degli ultimi 20 anni è emerso che l’eccessivo peso e l’obesità sono associati ad un aumento del rischio di alcuni tumori come il cancro all’endometrio, al colon, all’esofago, ai reni e al seno. C’è un’evidenza sufficiente circa gli effetti preventivi dell’attività fisica sul cancro.
In Italia potete fare riferimento al sito http://www.epicentro.iss.it/problemi/obesita/obesita.asp, il Portale per l’Epidemiologia per la Sanità Pubblica, dal quale vi riporto questa evidenza molto importante: “l’obesità non è un “problema dei ricchi”. O almeno, non solo: le fasce di popolazione più svantaggiate dal punto di vista socioeconomico tendono infatti a consumare più carne, grassi e carboidrati, piuttosto che frutta e verdura, e a curare meno la propria immagine e il benessere fisico”.
L’unico rimedio per contrastare questo fenomeno è la prevenzione: corretti stili di vita, buone abitudini alimentari, maggiore attività fisica. Tutto apparentemente molto semplice in realtà difficilissimo perché un cambiamento nello stile di vita e alimentare richiede informazione, consapevolezza, supporto psicologico o comportamentale. In America stanno alvorando motlo bene con le campagne di prevenzione l’operazione My Plate di cui vi ho già parlato. Ma la responsabilità è dei soggetti interessati, cosa aspetti a prenderti cura di te?
Addio vecchia piramide, da oggi le indicazioni su porzioni e alimenti le trovate nel Piatto.
Anche l’occhio vuole a sua parte, soprattutto quando si tratta di alimentazione. Teoria confermata non solo dai buongustai ma anche da nutrizionisti e psicologi..
Ed è proprio dall’intuizione di uno psicologo Brian Wansink dell’America’s Cornell University , che l’USDA (il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti)
ha rivoluzionato le politiche di educazione e di informazione nutrizionale sostituendo la vecchia Piramide Alimentare
con Il Piatto Alimentare (My Plate).
La campagna, eccezionale e di grande impatto visivo, semplice e diretta nei contenuti, si chiama ChooseMyPlate,
un piatto in cui le porzioni ideali per una corretta alimentazione sono differenziate per colore in maniera molto schematica e immediata.
Così il nostro piatto ideale per soggetti in buona salute e adulti sarà composto il larga parte da verdure ( colore verde), da cereali ( colore arancio), da proteine (colore viola) e da frutta ( colore rosso).
Wansik ci tiene molto a sottolineare ancora una volta l’importanza del piatto. Lo psicologo americano autore di “Mindless Eating, mangiamo di più di quello che pensiamo”, lo scorso agosto a una convention dell’ American Psychological Association ha dichiarato che diminuendo l’ampiezza del piatto su cui si mangia si può dimagrire fino a un chilo al mese. Quindi, se volete dimagire, fate attenzione al piatto ed evitate le scodelle “senza fondo”.
Vi ricordiamo che per non ingrassare, per mantenere il peso forma e per una cucina salutare ciò che è importante è evitare i piccoli errori giornalieri.
ERRORE N.1 SOFFRITTI TROPPO CARICHI
Ogni volta che è necessario preparare un soffritto potrete scegliere di sostituire in tutto o in parte l’olio (meglio se extra vergine di oliva) con acqua o brodo e insaporire il tutto con buona spruzzata di vino che evaporerà durante la cottura.
Imparate a dosare l’olio con appositi strumenti dosatori: non versatelo direttamente dalla bottiglia tradizionale.
Vi consiglio di dimenticarvi del burro fatta eccezione per quelle preparazioni in cui è strettamente necessario (dolci): in quel caso potrete optare per il burro light. Per quanto riguarda la margarina, io personalmente preferisco non usarla ma se ne avete bisogno sceglietela al 100% vegetale e senza grassi idrogenati o trans.
Per quanto riguarda il brodo meglio quello senza glutammato e vegetale , meno calorico e con meno grassi. Esiste anche il brodo light ma rispetto a quello vegetale non c’è molta differenza (leggete sempre bene le etichette con i valori nutrizionali prima di scegliere un prodotto).
Un buon consiglio è quello di preparare in anticipo del brodo vegetale per i vostri soffritti da surgelare. Potrete prepararlo, lasciarlo raffreddare e poi surgelarlo nelle confezioni porta ghiaccio in modo da utilizzarlo al bisogno.
Durante occasioni speciali, durante le festività se preparate brodo di carne ricordatevi di farlo il giorno prima e di sgrassare il brodo, lasciandolo raffreddare e togliendo il grasso solidificato, prima di consumarlo.
Nei prossimi articoli gli altri errori da evitare giornalmente.
SE VUOI APPROFONDIRE L’ARGOMENTO VAI SU WWW.LAGASTRONOMIAMETABOLICA.COM
Il consumo quotidiano di frutta secca, in sostituzione di una parte dei carboidrati assunti con l’alimentazione, può aiutare a controllare il diabete di tipo 2 e prevenire così le sue possibili complicanze.
Secondo una nuova ricerca, pubblicata nel Diabetes Care (American Diabetes Association), un consumo quotidiano di circa 60 gr di frutta secca, in sostituzione dei carboidrati, può essere efficace nel controllo della glicemia e dei lipidi sierici per le persone con diabete di tipo 2.
I ricercatori hanno notato che l’assunzione di grassi “buoni”, soprattutto di acidi grassi monoinsaturi (MUFA), come quelli presenti nella frutta secca ( o anche nell’olio extravergine di oliva), preserva il colesterolo HDL (il colesterolo buono), limita la concentrazione del LDL (colesterolo cattivo) e migliora il controllo della glicemia.
Il Dr. David Jenkins, dell’University of Toronto e il suo team di ricerca, hanno pertanto valutato l’effetto del consumo di frutta secca mista sui lipidi sierici e sul controllo degli zuccheri nel sangue nel diabete tipo 2.
A tale scopo, i 117 pazienti con diabete di tipo 2 valutati nello studio sono stati divisi in tre diversi gruppi. Ad ogni gruppo è stata data una diversa tipologia di pasto supplementare per un periodo di tre mesi: LEGGI TUTTO L’ARTICOLO DI MICHELA PADOVANI SU FRUTTA SECCA ANTI DIABETE
I probiotici, i cosiddetti batteri ‘amici’ dell’uomo presenti nell’intestino, sembra abbiano la capacità di alterare la neurochimica cerebrale e risultare utili nel trattamento dei disturbi dell’ansia e della depressione.
Questo è quanto risulta da una recente ricerca scientifica pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica americana Proceedings National Academy of Sciences, condotta dai ricercatori dell’University College di Cork Irlandese.
Lo studio presenta i dati di una ricerca sperimentale su topi trattati con Lactobacillus rhamnosus (JB-1). Gli animali, nella cui alimentazione erano stati aggiunti anche questi probiotici, mostravano un numero significativamente inferiore di comportamenti legati ad ansia, stress e depressione, rispetto ai topi alimentati senza probiotici ma con il normale mangime. Il consumo regolare di probiotici inoltre riduceva in maniera significativa l’ormone dello stress, il corticosterone.
Il regolare apporto di probiotici del ceppo Lactobacillus nell’alimentazione degli animali trattati, ha determinato inoltre cambiamenti nell’espressione genica dei recettori di neurotrasmettitori importanti (per esempio del GABA) a dimostrazione quindi, per la prima volta, di un potenziale effetto diretto dei probiotici per il benessere del cervello.
Tali risultati potrebbero aprire la strada a nuove terapie a base di specifici probiotici per questi tipi di disturbi.
Per leggere l’abstract dell’articolo cliccare sul seguente link: http://www.pnas.org/content/early/2011/08/26/1102999108
E’ in arrivo a Bologna Cioccoshow 2011, alla sua settima edizione.
Cioccolato e gola (uno dei 7 peccati capitali) saranno il motivo più ricorrente dell’evento che come tutti gli anni vedrà la partecipazione dei più importanti produttori di cioccolato artigianale a livello nazionale ed internazionale.
Sul sito Cioccoshow 2011 trovate alcune ricette e il programma completo. Su saluteincucina.it trovate sia il Menù Vegetariano di Cioccolata che i dolci. Buon Cioccolato!
Le feste di Natale offrono ai nostri bambini tante (forse troppe) “dolci tentazioni” che, se non opportunamente moderate, possono talvolta generare conseguenze indesiderate.
Oltre ai classici disturbi digestivi, mal di pancia, eruzioni cutanee, ecc… un errato regime alimentare può infatti comportare se protratto nel medio o lungo periodo un sovrappeso, molte volte difficile da smaltire in breve tempo.
Molti bambini inoltre durante le feste cambiano totalmente ritmi ed abitudini: si svegliano tardi, saltano la colazione o eccedono nel cibo e sempre più spesso trascorrono ore seduti tra cinema, tv e videogiochi mangiucchiando tutto quello che trovano alla loro portata. Spetta quindi a noi genitori il compito di guidare e controllare i bambini, cercando di correggere cattive abitudini alimentari e non solo, che si possono instaurare in questo periodo e magari iniziare ad insegnare loro qualche piccola buona regola senza per forza dover rinunciare alle irresistibili leccornie Natalizie.
La parola d’ordine dev’essere come sempre MODERAZIONE.
Dunque ecco qualche consiglio pratico…
Continua a leggere l’articolo di Michela Padovani, biologa nutrizionista su Le Feste di Natale e l’alimentazione del bambino
Natale: linea a rischio. Il freddo dell’inverno e le tradizionali leccornie mettono a rischio le buone abitudini alimentari in un periodo in cui aumenta, senza dubbio, la richiesta calorica ed è anche facile cedere alle piccole trasgressioni. Tra panettoni pandori, torroni, cioccolatini, ecc.. si calcola che siano a nostra disposizione dalle 600 alle 1000 calorie in più al giorno che si sommano a quelle della dieta quotidiana.
Consideriamo che, oltre al pranzo di Natale in questo periodo dell’anno si susseguono ritrovi con amici e parenti, colleghi e, per quanto si stia attenti, è facile accettare qualche cioccolatino o stuzzichino in più.
Ecco alcune regole per limitare i danni:
1) Fare la spesa con intelligenza. Preparare una lista ben precisa di quello che ci serve per due, tre giorni di autonomia e non improvvisare al supermercato lasciandosi tentare inconsapevolmente dalle corsie natalizie ricolme di leccornie ed offerte. Cerca di non acquistare prodotti pronti, ma piuttosto orientati verso cibi freschi ricordando di fare il pieno di erbe aromatiche e spezie che sono buone e profumate.
Leggi tutto l’articolo di Michela Padovani, biologa nutrizionista su Natale: Linea Rischio
a cura di Michela Padovani biologa nutrizionista consulente scientifica di Salute in Cucina.com
Secondo una recente ricerca condotta dall’Harvard School of Public Health, il consumo di prodotti a base di cacao, porterebbe ad un miglioramento della pressione arteriosa e all’aumento dei livelli di colesterolo buono (HDL) (J. Nutr. 2011, N. 111, 145482).
I polifenoli, naturalmente presenti nel cacao, sono potenti antiossidanti facenti parte del gruppo dei flavonoidi. Fra i prodotti a base di cacao, la polvere, contiene il livello più elevato di flavonoidi, seguita dal cioccolato fondente e da quello al latte.
I risultati, pubblicati sul Journal of Nutrition dal Dr. Mark Shrime e collaboratori, si sono basati sulla revisione dei dati (meta-analisi) di 24 studi scientifici sull’argomento che hanno coinvolto oltre 1100 partecipanti. Lo studio ha evidenziato un aumento significativo dei livelli del colesterolo HDL dopo il consumo di cacao. I maggiori effetti sono stati riscontrati dopo il consumo giornaliero di 500 mg di flavonoidi. Il consumo di cacao è stato inoltre associato anche ad una diminuzione media di 1,6 mmHg della pressione sistolica.
I ricercatori americani hanno quindi concluso che il consumo di cacao, ricco di flavonoidi, migliorerebbe in modo significativo la pressione arteriosa, l’insulino-resistenza e il profilo lipidico.
Leggi tutto Mangiare cacao fa bene al cuore
di Michela Padovani, biologa nutrizionista (nutrizionista (at) saluteincucina.it)
L’aterosclerosi è la prima causa di morte e disabilità nei Paesi sviluppati e la sua presenza ed evoluzione sono legate fondamentalmente ad alcune abitudini alimentari e a fattori di rischio tra i quali obesità e fumo.
La lesione caratteristica è la placca ateromatosa che interessa le pareti dei vasi arteriosi. La sua formazione inizia con la precipitazione di lipidi nella tonaca interna (intima) del vaso che successivamente va incontro ad un processo di fibrosi che causa indurimento e restringimento del lume vascolare. Le conseguenze nelle zone irrorate dal vaso arterioso variano dipendendo dal grado di occlusione del lume: da una limitazione del flusso fino ad una occlusione completa.
Il termine aterosclerosi è stato proposto da Marchand nel 1904 per sottolineare la presenza dell’ateroma (dal greco athere, che significa “pappa”, ad indicare il materiale grasso, poltaceo, contenuto nelle placche). Le lesioni, che hanno come caratteristica specifica la componente lipidica più o meno abbondante, si evolvono con il tempo.
La formazione della placca aterosclerotica è molto complessa ed è caratterizzata dalle seguenti tappe: accumulo di lipoproteine e leucociti, migrazione e proliferazione delle cellule muscolari lisce, fibrosi e calcificazione. Come già più volte detto, l’evoluzione della patologia dipende dallo stile di vita, dall’alimentazione, dal sesso, ecc.
I fattori di rischio si suddividono tra modificabili con strategie preventive e non modificabili.
Continua a leggere i fattori di rischio modificabili e immodificabili relativi all’aterosclerosi
Esiste una ricetta per non arrabbiarsi?
Continua a leggere l’intervista sul rapporto tra cibo, nutrienti e rabbia
di Michela Padovani Biologa Nutrizionista
nutrizionista@saluteincucina.it
La celiachia è una delle patologie autoimmuni più comuni nei paesi occidentali ed è una condizione clinica che persiste lungo tutto l’arco della vita di chi ne è afflitto. La celiachia è caratterizzata da un danno immuno-mediato della mucosa intestinale innescato da un’intolleranza permanente nei confronti del glutine ed in particolare nello specifico verso la proteina gliadina che si ritrova in molte graminacee alimentari come: avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale. l’azione lesiva di orzo, segale ed avena sembra dovuta a proteine (prolamine) equivalenti alla gliadina denominate rispettivamente orzeine, secaline ed avenine.
L’interazione tra la gliadina e la mucosa dell’intestino tenue determina la comparsa di lesioni caratteristiche che alterano i normali processi di assorbimento, in particolare del ferro, del calcio e del lattosio. I sintomi più comuni sono rappresentati da uno stato di malassorbimento: diarrea, anemia, ipocalcemia, abbassamento dei livelli ematici di vitamina B12, anche se in molti casi, sono presenti alterazioni collaterali come dermatite atrofica, fragilità ossea, riduzione della capacità visiva, fragilità vasale.
Storicamente, le prime segnalazioni sulla malattia celiaca sembrano risalire al medico greco Areteo di Cappadocia che nel primo secolo A.C., il quale descrisse una sindrome clinica caratterizzata da diarrea cronica. Solo molti secoli dopo le osservazioni di Gee prima (1888) e di Dike poi (1950) misero in relazione la sintomatologia con l’assunzione del grano e il miglioramento clinico dopo dieta d’eliminazione. Da allora le conoscenze sulla malattia sono in continua evoluzione. Attualmente la malattia celiaca è definita appunto come una “Intolleranza permanente al glutine e alle proteine affini contenute in vari cereali (grano, segale, orzo e avena) che provoca una risposta infiammatoria a carico del piccolo intestino in soggetti geneticamente predisposti”.
Lo spettro clinico di questa patologia è estremamente eterogeneo e comprende quadri che vanno da drammatiche condizioni generali dovute al malassorbimento (rare), a sintomi clinici sfumati (frequenti), spesso con assenza dei classici sintomi gastrointestinali.
I segni e sintomi che possono essere presenti in soggetti affetti da malattia celiaca sono:
Non sempre è necessario ricorrere a prodotti dietetici. Se volete controllare la linea è sufficiente talvolta prestare attenzione ai cibi che scegliamo privilegiando quegli alimenti che ci fanno sentire sazi senza doverne mangiare in grandi quantità e che non danno un eccessivo apporto calorico. (Image courtesy of dusky at FreeDigitalPhotos.net)
Basti pensare alle uova, ricche di proteine che aiutano a sentirsi sazi più velocemente e più a lungo, evitando anche i picchi glicemici che potrebbero indurci a mangiare di più come succede talvolta con i dolci e gli zuccheri. Così pure i fagioli mantengono equilibrati i livelli di zucchero nel sangue. Se arrivi a tavola affamato o affamata un trucco per limitare i danni ( mai arrivare a tavola affamati) è quello di iniziare con una insalata ricca e poco condita ( ovviamente senza formaggio) in modo da frenare quel senso di fame iniziale che vi porterebbe a mangiare più del necessario. Ne La Gastronomia Metabolica abbiamo detto più volte che è importante nella preparazione dei piatti diminuire l’apporto dei grassi e aumentare l’apporto di verdure. Per esempio nella preparazione di un risotto metteremo un po’ meno riso e aumenteremo la quantità di verdure e faremo un soffritto con vino e brodo ma non con l’olio, in modo da non diminuire le porzioni, soddisfare il gusto e diminuire le calorie. Anche le zuppe sono una ottima alternativa serale a un pasto calorico. Potete prepararle velocemente con la pentola a pressione senza aggiungere olio, ma facendo un soffritto con porro o cipolla e un po’ di vino o brodo. Potete usare cavolo, zucca, carote e zenzero. Le zuppe saziano moltissimo. Provate per credere. Andrete a letto sazi, soddisfatti, senza rischi di aumentare di peso. E se fate un brodo di carne ricordatevi di sgrassarlo lasciandolo in frigo a raffreddare e togliendo la crosta di grasso che si forma, E anche in questo caso sono kili risparmiati! ( Vedi la gastronomia metabolica). Cibi ricchi di fibre e non raffinati aiutano a controllare i livelli di zucchero nel sangue e saziano più velocemente. Introducete cibi integrali in maniera graduale e solo s neon avete problemi di gastrite. Il tofu è un alimento vegetariano che potete sostituire alla bistecchina e che diventa un ottimo antipasto. Il peperoncino e comunque l’uso di spezie da uno studio risulta che persone che consumano regolarmente peperoncino mangiano di meno. Infine una curiosità: le noci e le noccioline. E’ vero sono ricche di calorie ma stimolano il metabolismo ( non esagerate), sono ricche di omega-3 acidi grassi e se assunte regolarmente contribuiscono a ridurre il rischio di malattie cardiache.Ovviamente parliamo di noci e noccioline, non trattate ma naturali. Non le noccioline dei barattoli per intenderci.Un altro valido aiutante se volete dimagrire è il mitico pompelmo. Uno studio su 91 persone obese ha scoperto che mangiare mezzo pompelmo prima di ogni pasto o bere una porzione di succo tre volte al giorno ha contribuito a far perdere 3 chili in 12 settimane. Tra le bevande che stimolano il metabolismo troviamo il tè verde. Se avete fame a metà giornata potete fare uno spuntino con una mela o ancora meglio una pera, ricca ugualmente di fibre invece che con un gelato ricco di zuccheri. Ricordate sono i piccoli errori giornalieri che provocano importanti aumenti di peso.
E se siete fuori casa? Avete una fame da morire? Inannzitutto ordinate un sucoc di pompelmo, non abbiate fretta. Guardate bene cosa offre lo chef o il barista e optate sempre sempr sempre per il piatto o prodotto meno calorico!!!
Cerca i condimenti alternativi su www.lagastronomiametabolica.com e ricorda condisci con poco olio e che sia olio extra vergine di oliva!
Non dimenticate di variare la vostra alimentazione.
CREMA DI ZUCCA
1 cipolla tagliata a fettine
½ cc di spezie provenzali
150 di topinambur tagliato a fettine sottili
300 gr di zucca tagliata a dadini
1 C di olio d’oliva
Un pizzico di sale
1 C di shoyu oppure ½ dado vegetale senza glutammato
Olio crudo e prezzemolo tritato
Saltare la cipolla con le spezie, i topinambur, la zucca e un pizzico di sale. Aggiungere ½ litro di acqua, portare a bollore e cuocere per 10 minuti. Passare la pentola nell’eco forno ben chiuso e lasciar riposare per 5 ore. Frullare le verdure, riportare a bollore ed insaporire con lo shoyu o dado. Servire con olio crudo e prezzemolo.
Buona delicata piaciuta anche alla mia amica Francesca!
Ha fatto il bis!
Ivana Carroli tratto dal libro di Gabriella Zevi Cucinare a Fuoco Spento






















